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Chi ha paura della scienza?

28 nov

Tra le domande che insieme al gruppo Dibattito Scienza abbiamo sottoposto ai candidati delle primarie del centrosinistra ce n’erano due che per il loro impatto sociale erano molto importanti: una riguardava gli OGM e la possibilità di fare ricerca in campo su questa tecnologia; l’altra riguardava la fecondazione assistita. I candidati hanno dato le loro risposte (potete leggerle qui), ma qual è invece l’opinione degli italiani su questi argomenti? Oggi leggo gli esiti di due sondaggi che sembrano proprio rispondere a questo interrogativo.

Il primo, realizzato da Futuragra, riguarda la percezione che hanno i cittadini degli organismi geneticamente modificati e l’opportunità o meno di fare ricerca su di essi. Benché dal report (qui il PDF) emerga una certa ignoranza sul tema (ad esempio solo il 42% degli 800 intervistati sa che i geni sono presenti in tutte le piante), i risultati sono da un certo punto di vista piuttosto incoraggianti. Il 55% ritiene che sia utile fare ricerca scientifica sugli OGM e il 62% pensa che gli scienziati italiani abbiano il diritto di fare ricerca alle stesse condizioni degli altri Paesi. Inoltre, il 52% dice che potrebbe anche prendere in considerazione l’acquisto di alimenti OGM, soprattutto se questi fossero più salutari o caratterizzati da una maggiore sostenibilità ambientale. La maggioranza degli intervistati (52%) ritiene infine che se la legge italiana permette la vendita di prodotti OGM, allora dovrebbe anche consentirne la coltivazione.

Il secondo sondaggio è stato realizzato dal Censis e ha indagato, oltre alla fecondazione assitita, anche il tema dell’interruzione di gravidanza (qui il PDF). Su questo terreno, gli italiani mostrano generalmente una posizione laica, soprattutto le persone giovani e laureate. Il 60% è favorevole all’interruzione volontaria di gravidanza, mentre il 26% è contrario. Per quanto riguarda l’utilizzo della pillola Ru486, il 52% si mostra favorevole a fronte di un 29% di contrari. La percentuale di antiabortisti è più alta negli over 65 (34%) e più bassa negli under 30 (18%), e rapporti analoghi si riscontrano anche nelle opinioni sulla Ru486. Se andiamo a guardare i risultati relativi alla fecondazione assistita, invece, il 69% è favorevole. Abbastanza elevato è anche il numero di coloro che approvano la fecondazione eterologa (50%) e la diagnosi pre-impianto (52%). La selezione del sesso del nascituro, al contrario, non è ben vista: il 75% degli intervistati si dichiara contrario. Qui però le percentuali divergono moltissimo se si va a considerare il titolo di studio dei partecipanti: tra i laureati, l’82% è favorevole alla fecondazione assistita, mentre il numero scende al 33% per chi ha la licenza elementare. Degno di nota è anche il 78% di persone che si dichiara favorevole all’uso terapeutico delle cellule staminali embrionali.

In conclusione, sembrerebbe che gli italiani siano molto più interessati ad utilizzare i prodotti della scienza rispetto a come vengono dipinti dai media e dai politici che li governano. A dispetto della cattiva informazione che è stata fatta in questi anni sugli OGM, i cittadini – sebbene un po’ confusi sull’argomento – si mostrano aperti all’innovazione e all’impiego delle biotecnologie in agricoltura. Anche sulle questioni di bioetica gli italiani sono intenzionati a cogliere liberamente le opportunità offerte dal progresso scientifico-tecnologico: sì all’aborto, sì alla fecondazione assistita, sì all’uso terapeutico delle cellule embrionali. Invito i nostri politici a meditare su questi risultati, e a essere più coraggiosi quando affrontano certe questioni: gli italiani non hanno paura della scienza.

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6 commenti

Pubblicato da su 28 novembre 2012 in Medicina, Nutrizione, Salute, Scienza, Tecnologia, Varie

 

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6 risposte a “Chi ha paura della scienza?

  1. lucadifino

    28 novembre 2012 at 10:39

    Gli Italiani hanno sicuramente meno paura dei politici (o di quanto raccontino i politici). Questo dimostra che la percezione che vogliono far passare (scienza cattiva) non è condivisa dai più e che con un minimo di istruzione si possono far capire a tutti le ragioni della scienza.

     
  2. Letizia

    28 novembre 2012 at 12:59

    Altro esempio di come i politici al governo non pongano minima attenzione a quello che pensa la gente che governa… e anche il buonsenso

     
  3. Gifh

    28 novembre 2012 at 13:30

    Mah, io la vedo più come una consapevole tendenza al rialzo, man mano che l’informazione (corretta) raggiunge anche le nicchie più conservatrici, queste si estinguono sconfitte dirandandosi nei singoli oltranzisti. Inoltre rifletterei molto anche sui soggetti che continuano a fomentare le avversità verso le nuove biotecnologie, oltre al livello di istruzione esistono anche molti interessi spesso occulti, che sono sicuramente più duri a convertirsi.

    Se posso, mi permetterei anche di fare una piccola chiosa sul discorso OGM, conscio della mia ignoranza in merito, mi chiedo per quale motivo l’introduzione di colture geneticamente modificate destinate all’alimentazione sia così impavidamente sponsorizzata come avanguardia di un settore emergente, mentre a mio avviso, sarebbe stato molto più saggio introdurre gradualmente tutta una serie di prodotti a destinazione diversa, come quelli destinati alla produzione di biofuel, batteri e miceti per farmaci, enzimi e vaccini, oltre a colture destinate alla produzione di prodotti chimici o materie prime (es. pioppi senza lignina per carte più performanti), ecc., giusto per limitare l’avversione che una lunga e caldeggiata tradizione dietologica mediterranea si prodiga di difendere.

    Secondo me si è partiti con il piede sbagliato, personalmente non ho nulla contro la ricerca in questo campo, anzi, tuttavia vorrei continuare a poter scegliere di non mangiare OGM, almeno per ora, anche se nella catena alimentare ipertrofica, consumistica e da allevamenti intensivi la contaminazione è oramai quasi inevitabile.

    Sulla seconda parte invece non ho remora alcuna, dato che il problema che si pone probabilmente è da ricondursi puramente a questioni di tipo etico e non scientifico.

     
    • emmecola

      28 novembre 2012 at 14:05

      Quella contro cui mi batto io è l’avversione ideologica nei confronti degli OGM. Non discuto delle scelte personali, infatti io sono favorevole alla vendita di prodotti geneticamente modificati a condizione che siano appositamente etichettati, in modo che ciascuno possa scegliere liberamente. Quello che mi premeva sottolineare qui è che i nostri governanti sono fin troppo cauti quando affrontano questo argomento.. Sul tuo dubbio invece non so che dire, dovrei informarmi meglio per capire. Forse semplicemente le colture che tu proponi sono meno interessanti dal punto di vista del vantaggio che se ne può ricavare, e il mercato non è interessato a investire su di esse. Però non so, bisognerebbe approfondire!

       
  4. Gifh

    28 novembre 2012 at 14:48

    Grazie Moreno, anche a me interesserebbe scoprire qualcosa in più su quell’argomento, comunque mi fa molto piacere apprendere che siamo più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, e in effetti concordo con te, chi conduce i destini di milioni di persone, talvolta dovrebbe anche avere il coraggio di osare!

     

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