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I geni umani non sono brevettabili – Un commento sul caso Myriad

19 giu

patentpendingI geni umani non sono brevettabili. Lo hanno deciso all’unanimità i nove giudici che compongono la Corte Suprema degli Stati Uniti d’America. La notizia ha avuto una notevole risonanza mediatica, arrivando anche sui quotidiani italiani, il che non stupisce data l’importanza della materia in oggetto. La decisione della Corte (pdf) ha una lunga storia alle spalle, iniziata nel 1997 quando la Myriad Genetics sequenziò e brevettò i geni BRCA (geni fortemente associati al cancro a seno e ovaie). Nel 2001 l’Ufficio Brevetti americano stabilì i requisiti affinché una sequenza di DNA potesse essere brevettata: il DNA deve essere “isolato dal suo stato naturale e processato attraverso step di purificazione che separino il gene dalle altre molecole ad esso naturalmente associate”. Tutto è filato liscio per diversi anni, per la gioia di Myriad che ha potuto vendere a prezzi esorbitanti i suoi test genetici, ma nel 2010 un tribunale del distretto di New York ha scompaginato i piani dell’azienda americana, dichiarando non più validi i brevetti dei geni BRCA. Ma non è finita qui: quest’ultima sentenza è stata nuovamente ribaltata nel 2011 dalla Corte d’Appello Federale, che ha definito “significativamente diverso” il DNA isolato tramite procedure di laboratorio rispetto al DNA nel suo stato naturale. E si arriva all’ultima decisione, quella della Corte Suprema, che dichiara invece non brevettabili i geni umani, anche se isolati dal loro stato naturale. I brevetti di Myriad Genetics non sono quindi più validi (sarebbero comunque decaduti nel 2015), e altre aziende possono ora offrire i test dei geni BRCA, ovviamente a un prezzo molto più basso. Ma la faccenda è più complicata di quanto sembri: la Corte Suprema distingue infatti due tipologie di DNA, il DNA genomico e il cDNA. E secondo l’ultima decisione, il cDNA (che non è altro che una copia dell’RNA messaggero, il quale è a sua volta una copia del DNA genomico privato degli introni) è brevettabile, in quanto molecola “artificiale” fabbricata dall’uomo. Questo significa che tutti quei brevetti (di Myriad ma anche di altre aziende) che riguardano il cDNA restano ancora validi. Vi suona strano vero? Beh, in effetti la decisione della Corte fa sorgere qualche dubbio.

Non sono un esperto di brevetti, ma due cose vorrei dirle. La prima riguarda gli errori di biologia molecolare presenti nel testo firmato dalla Corte (leggete qui). Mi chiedo: è possibile legiferare in modo corretto su un argomento che non si conosce perfettamente? Faccio un esempio. I giudici americani hanno scritto che cDNA sta per “composite DNA”, quando invece tutti gli studenti di biologia sanno che la “c” sta per “complementary”. Ora, il giudizio sarebbe stato differente se la Corte avesse dato il nome corretto a questa molecola? Forse (ma non ne sono sicuro), la parola “complementare” avrebbe segnalato ai giudici che in realtà il cDNA, pur essendo creato artificialmente dall’uomo, è una semplice copia di qualcosa che in natura esiste già. Magari, questo avrebbe portato la Corte a vietare i brevetti anche per il cDNA.

La seconda cosa che mi sento di sottolineare è che il DNA è sicuramente una molecola, e nemmeno troppo complessa, ma è anche e soprattutto “informazione”. Dice bene Iddo Friedberg su Byte Size Biology. Ha senso brevettare un’informazione? Anche i libri sono entità fisiche molto concrete, sono fatti di molecole anch’essi, ma quando pensiamo a un libro non pensiamo a dei fogli di carta con delle macchie d’inchiostro. Pensiamo alla storia che raccontano, alle informazioni che ci trasmettono. E infatti i libri, così come i cd musicali, non si possono brevettare. Romanzi e canzoni vengono protetti da un’altra forma di tutela, il diritto d’autore. Invece di associarlo a una lunga molecola di acido desossiribonucleico, dovremmo pensare al DNA come a una poesia o a un racconto. Se facessimo così, ci verrebbe naturale dire che né il DNA genomico presente in natura, né quello isolato in laboratorio, e nemmeno il cDNA possono essere brevettati: dovrebbero semmai essere protetti dal diritto d’autore. In quel caso, le aziende come Myriad Genetics, avrebbero però un grosso problema: sui geni umani troveremmo infatti la scritta “Copyright: Evolution”. E davanti a un autore così illustre, non c’è Corte d’Appello che tenga.

Nota a margine: considerando il DNA come informazione, ci sarebbe comunque la possibilità di proteggere con una forma di tutela simile al diritto d’autore i geni realmente “sintetici”. Non il cDNA, quindi, ma geni (o combinazioni di geni) completamente nuovi, magari dotati di funzioni particolari che in natura non esistono, e che sicuramente usciranno dai laboratori di synthetic biology nei prossimi anni. Su questi ultimi, le aziende potranno ancora farci dei soldi. E io non avrei nulla in contrario: i prodotti dell’ingegno umano – se lo sono veramente – devono essere protetti.

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6 risposte a “I geni umani non sono brevettabili – Un commento sul caso Myriad

  1. Laura Bonaventura (@VedoNinaVolare)

    20 giugno 2013 at 00:00

    Ciao! Neanch’io sono ferratissima sui brevetti. C’è una cosa però che ancora non mi è chiara. In genere si distinguono due tipi di brevetti: quello di prodotto e quello di processo. È vero che non è possibile, ad esempio, brevettare un prodotto esistente in natura però è possibile brevettarne una sua sintesi o un processo di purificazione, indipendentemente dal fatto che ciò che ottieni sia qualcosa di nuovo o di già noto. Questo perché il brevetto copre in generale quella che viene definita “invenzione”
    La corte scrive:
    This knowledge allowed Myriad to determine the genes’ typical nucleotide sequence, which, in
    turn, enabled it to develop medical tests useful for detecting mutations in these genes in a particular patient to assess the patient’s cancer risk. If valid, Myriad’s patents would give it the exclusive right to isolate an individual’s BRCA1 and BRCA2 genes, and would give Myriad the exclusive right to synthetically create BRCA cDNA.
    Ok, il pezzetto di DNA non è della Myriad (anche se si potrebbe obiettare che il pezzetto, fosse di DNA o di cDNA, in natura non esiste come pezzetto isolato quindi è di fatto una molecola nuova), ma il processo sì, questo resta coperto dal brevetto?

     
    • emmecola

      20 giugno 2013 at 07:11

      Credo che la decisione della Corte riguardasse solo i brevetti sui geni stessi, non sui metodi. Per quanto riguarda questi ultimi, mi pare di capire che ci siano ancora delle controversie in atto.. Penso si debba fare riferimento alla sentenza del 2011: http://www.genomicslawreport.com/index.php/2011/07/31/pigs-return-to-earth-federal-circuit-reinstates-most-but-not-all-of-myriads-patents/ in cui la Corte d’Appello ribadisce che “Myriad’s claims to methods of analyzing BRCA gene sequences and comparing those with cancer-predisposing mutations to normal or wild-type gene sequences were held not to be directed to patentable subject matter. The district court’s decision was thus affirmed with respect to these claims.”

      Dal momento che la decisione del 2013 non si riferisce ai brevetti sui metodi, immagino che la sentenza della Corte d’Appello del 2011 sia ancora valida. Il brevetto oggetto della decisione della Corte Suprema è questo:
      http://www.google.com/patents/US5693473

      UPDATE: in questo link è scritto chiaramente.. http://www.genomicslawreport.com/index.php/2013/06/19/looking-back-at-myriad-a-users-guide/
      “The only question before the Supreme Court was whether human genes are patentable. (The Court left the methods patent decisions of the Federal Circuit unaffected. In other words, Myriad’s diagnostic method patents are invalid but its therapeutic screening method patent is valid.”

       
      • Laura Bonaventura (@VedoNinaVolare)

        20 giugno 2013 at 10:27

        Grazie :)
        Mi resta però un dubbio. Se io sintetizzo un pezzetto di DNA o di una proteina, formalmente si tratta di una molecola nuova. Per esempio in campo farmaceutico esiste il brevetto di sbarramento, cioè quando viene scoperta una molecola nuova se ne brevettano anche eventuali derivati (che non necessariamente sono noti o riportati nel brevetto) che possono avere funzioni simili – vedi il caso delle benzodiazepine.
        Nel caso di frammenti di DNA, o di proteine, o di anticorpi esiste una limitazione di questo tipo, ovvero i frammenti di DNA anche se non esistenti in natura tal quali non possono essere brevettati?

         
  2. emmecola

    20 giugno 2013 at 10:57

    Se capisco bene, allo stato attuale delle cose, un DNA non esistente in natura può essere brevettato. Vedi il caso del cDNA, è DNA ma non esiste naturalmente.. Forse occorerebbe una nuova forma di tutela ad hoc per il DNA!

     

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