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La genetica del gusto a SuperQuark

Nella puntata di giovedì scorso di SuperQuark si è parlato di genetica del gusto: un servizio della trasmissione è stato infatti dedicato alla missione Marco Polo, di cui avevo parlato un po’ di tempo fa. Un’iniziativa che mescola scienza, geografia e cultura, quella dei ricercatori di Trieste che, guidati dal prof. Paolo Gasparini, hanno analizzato i genomi e le abitudini culinarie delle comunità che vivono lunga la Via della Seta. Gli scienziati hanno scoperto, ad esempio, che alcune popolazioni sono geneticamente predisposte a percepire maggiormente il gusto amaro: questo spiega perché la loro cucina non prevede sapori amari e piccanti. Al contrario, un indiano su due è un “non gustatore”, e infatti la cucina indiana è molto speziata e saporita. Per la cronaca, il 30% degli italiani è un non gustatore, mentre il 10% è un super gustatore: per queste persone cavoli, birra e caffè sono off-limits.

Potete rivedere la puntata di SuperQuark a questo indirizzo: il servizio sulla missione Marco Polo si trova alla fine (1:25:50).

 
 

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Termina la spedizione Marco Polo 2010: ora si attendono i risultati dei test genetici

Dopo aver percorso circa 14000 chilometri sulla leggendaria Via della Seta, i ricercatori coinvolti nel progetto Marco Polo 2010 sono ora rientrati alla base e si apprestano a raccogliere i frutti della loro straordinaria avventura sulle tracce del celebre esploratore veneziano. Ideatori dell’iniziativa sono l’IRCCS di Burlo Garofolo, il Sissa Medialab e la Fondazione Terra Madre, con la collaborazione della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, l’Area Science Park e l’Università di Trieste. Dopo un viaggio di quasi due mesi, il team guidato dal prof. Paolo Gasparini è sbarcato lunedì scorso all’aeroporto triestino e ora si aggiungerà ai ricercatori rimasti in Italia per terminare l’analisi dei numerosissimi dati raccolti.

Dietro la fantastica esperienza umana e culturale legata a questo viaggio, c’è infatti un progetto scientifico di altrettanto valore, che mira a caratterizzare quelle terre dal punto di vista genetico. Se è vero che la Via della Seta è stato un punto di incontro di culture e lingue diverse per centinaia di anni, forse è lecito aspettarsi che oltre agli scambi commerciali siano avvenuti anche degli scambi genetici che hanno plasmato il DNA di queste popolazioni in modo peculiare.

Emblematico è il caso della sindrome di Behcet, un’infiammazione dei vasi sanguigni che si registra frequentemente proprio nell’area compresa tra i 30° e i 45° di latitudine nord, dall’Europa fino al Giappone: esattamente la fascia corrispondente alla Via della Seta. I campionamenti genetici sono stati effettuati con un kit dell’azienda DNAgenotek e hanno interessato comunità residenti in Georgia, Azerbaijan, Turkmenistan, Uzbekistan, Tajikistan e Kazakistan.

Una parte importante del progetto Marco Polo è stata dedicata alla genetica del gusto. Gli organizzatori della spedizione volevano infatti rispondere a una domanda: le tradizioni gastronomiche che caratterizzano precise aree geografiche sono determinate da particolari predisposizioni genetiche? Il gene PTC, responsabile della sensibilità all’amaro, è un esempio di come il DNA possa influire sulle nostre scelte culinarie: gli individui più ricettivi al gusto dell’amaro (chiamati “taster”) hanno molto spesso la variante PAV in omozigosi, mentre gli altri presentano la variante AVI. I popoli della Via della Seta hanno compilato un questionario sulle preferenze alimentari, oltre ad effettuare un semplice test del gusto basato su una cartina da appoggiare sulla lingua: unendo queste informazioni con quelle derivanti dalle analisi genetiche, i ricercatori sperano di individuare delle associazioni tra DNA e cibi preferiti.

I risultati preliminari delle analisi potrebbero essere rivelati già venerdì prossimo in occasione della “Notte dei Ricercatori“, ma per avere un report scientifico più completo dovremo attendere la primavera del 2011. Dal 21 al 25 Ottobre a Torino ci sarà invece una presentazione aperta al pubblico degli scopi della missione e dei risultati conseguiti, che sarà corredata da filmati e fotografie. Trovo che Marco Polo 2010 sia un bellissimo esempio di come si possano felicemente coniugare della valida ricerca scientifica con un’entusiasmante esperienza umana e culturale.

Fonte: Marco Polo 2010
Image Credit: Marco Polo 2010

 
1 commento

Pubblicato da su 18 settembre 2010 in Scienza

 

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