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Diagnosi pre-impianto: anche in Germania si può

La Germania si è aggiunta al lungo elenco di Stati Europei che consentono la selezione embrionale per malattie genetiche nelle procedure di fecondazione in vitro. Con 326 voti a favore e 260 contrari, il Parlamento tedesco ha approvato un disegno di legge che prevede la possibilità di esaminare gli embrioni prima dell’impianto nell’utero materno. Dopo questa decisione, sono ora 16 i Paesi Europei che consentono la selezione pre-impianto: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia. Resta ancora fuori l’Italia, dove la legge 40 sulla fecondazione assistita proibisce questa procedura.

La legge è stata approvata dal Bundestag (il Parlamento tedesco) nonostante gli interventi critici di alcuni esponenti del mondo ecclesiastico, come il vescovo luterano Friedrich che lo scorso Dicembre aveva dichiarato: “Dio ci conosce prima della nostra nascita, e ci sostiene nella sua mano destra fino al nostro ultimo respiro”. I parlamentari tedeschi hanno però scelto di seguire l’esempio del resto d’Europa, votando in coscienza e senza condizionamenti né da parte della Chiesa, né da parte dei rispettivi schieramenti politici.

Condivido in pieno le parole pronunciate dal ministro Ursula von der Leyen davanti ai colleghi: “Sono fermamente convinta che non dovremmo chiudere gli occhi davanti all’opportunità di usare la medicina moderna per supportare e aiutare queste famiglie che soffrono.” Ha aggiunto inoltre che “in un paese in cui è concesso l’aborto sarebbe un controsenso vietare la possibilità di evitare un aborto”.

La selezione pre-impianto tedesca non sarà libera da ogni vincolo: a differenza degli Stati Uniti, dove è possibile selezionare persino il sesso del nascituro, in Germania sarà consentito selezionare embrioni solo per escludere malattie genetiche ereditarie o per prevenire gli aborti.

Spero che anche i nostri governanti si ravvedano e modifichino al più presto la legge 40, una legge ingiusta sulla quale persino la Corte Europea di Strasburgo ha chiesto recentemente spiegazioni. Nessuno vuole l’eugenetica selvaggia: qui si tratta solo di dare speranza a tutte quelle coppie che rischiano di avere figli con malattie genetiche gravi, coppie che il governo italiano ha scelto di abbandonare al loro destino. E se si teme che la selezione pre-impianto sia praticata in modo inappropriato, sarebbe sufficiente creare una sorta di commissione che valuti i casi in cui la procedura può essere applicata oppure no. Un organo del genere esiste già nel Regno Unito, basterebbe copiare da loro.

Il caso ha voluto che proprio in questi giorni leggessi su internet la storia di Angela, portatrice del gene per la malattia di Huntington. Grazie alla selezione pre-impianto, Angela potrà dare alla luce un figlio sano. Sul suo blog scrive “Lo abbiamo fermato. Abbiamo fermato l’Huntington. E questo pensiero è così potente che mi consuma. I nostri bambini, i nostri nipoti e pronipoti.. Anche discendenti che non incontreremo mai, ma persone la cui vita non sarà condizionata dalla malattia di Huntington.” Angela ha fatto un regalo immenso ai suoi figli e ai figli dei suoi figli: sconfiggendo l’Huntington, lo ha sconfitto anche per tutti loro. E’ triste pensare che un atto di generosità così straordinario non possa avvenire nel nostro Paese.

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Pubblicato da su 10 luglio 2011 in Medicina, Salute, Scienza, Tecnologia

 

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Secondo gli scienziati, l’antenato del batterio killer è un ceppo tedesco del 2001

Mentre gli esperti stanno ancora cercando l’origine del ceppo patogeno di Escherichia coli, nei laboratori cinesi del BGI e in quelli di moltissimi altri centri di ricerca sparsi per il mondo continuano incessanti le analisi sul genoma di questo temibile batterio. L’ultimo aggiornamento dell’istituto di genomica cinese riguarda l’identificazione di un ceppo strettamente imparentato con quello di questa epidemia: si tratterebbe di un batterio isolato nel 2001 sempre in Germania. Più ricercatori, in modo del tutto indipendente, sono arrivati a questa conclusione, confrontando i due ceppi tedeschi dal punto di vista genetico. Le analisi effettuate hanno infatti rivelato un’alta similarità in diversi geni, il che fa pensare che questo ceppo particolarmente aggressivo si possa essere evoluto a partire da quello isolato nel 2001. In questi dieci anni, il batterio avrebbe però acquisito nuovi geni di resistenza per diversi antibiotici.

Gli scienziati del BGI hanno realizzato un foglio Excel, liberamente consultabile, che descrive i confronti fatti tra i due ceppi. Nel file è riportato anche un terzo ceppo, isolato in Africa nel 2002, che inizialmente si riteneva essere imparentato con quello odierno; analisi più approfondite hanno però evidenziato differenze sostanziali, non ultima il fatto che il batterio africano non produceva la tossina Shiga.

Se dunque il parente più stretto di questo batterio killer è un Escherichia coli isolato in Germania nel 2001, diventa fondamentale recuperare campioni e dati relativi a quel ceppo per fare confronti più accurati e capire come mai quello di quest’anno sia così aggressivo. Il BGI invita quindi tutti i laboratori del mondo che conservano il ceppo HUSEC041/01-09591 isolato dieci anni fa in Germania a contattare l’istituto cinese a questo indirizzo email: caosujie@genomics.org.cn. Vista la rapidità con cui nuovi gruppi di ricerca si sono aggiunti al lavoro di analisi grazie a Twitter, sono sicuro che gli scienziati cinesi avranno presto i campioni che cercano. A breve avremo quindi i risultati di questi nuovi confronti, che saranno sicuramente utili per capire come fronteggiare l’epidemia. Ricordo che il genoma del batterio killer è accessibile a questo indirizzo, mentre i nuovi dati prodotti dalla comunità scientifica sono raccolti su Github.

Fonte: New clues found in tracing the origin of the deadly E coli strain and an appeal for the sharing of additional data

 
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Pubblicato da su 5 giugno 2011 in Medicina, Salute, Scienza, Varie

 

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