La nutrigenomica arriva in università

La medicina personalizzata non sta vivendo un ottimo periodo, dopo le recenti vicende che hanno coinvolto Payhway Genomics, Walgreens e FDA: da più parti sono giunte critiche e ammonimenti riguardanti la necessità di fare un uso più saggio e controllato delle informazioni contenute nel nostro DNA, e in particolare è stato evidenziato ancora una volta come possa essere pericoloso rivelarle direttamente al cliente senza un minimo di consulenza e di supporto per la comprensione delle stesse.

Berkeley University

All’Università di Berkeley in California sembrano aver escogitato un modo per avvicinare la gente alla personal genomics senza apparentemente provocare danni psicologici negli interessati. A differenza degli anni scorsi, questa estate le nuove matricole dell’ateneo americano non riceveranno libri di testo per prepararsi all’anno accademico, bensì un kit simile a quelli forniti da aziende come la sopra menzionata Pathway Genomics. Gli studenti che vorranno potranno utilizzare un tampone di cotone per prelevare delle cellule dall’interno delle guance e quindi mandarle a un laboratorio specializzato, il quale analizzerà il loro DNA alla ricerca delle varianti geniche responsabili dell’intolleranza al lattosio, della capacità di metabolizzare i folati e della sensibilità all’alcool.

I ragazzi che si sottoporranno a questo innovativo esperimento potranno utilizzare le informazioni contenute nel proprio corredo genetico per migliorare il proprio stile di vita e la propria alimentazione: ad esempio, il test suggerirebbe di mangiare più verdure a chi dovesse scoprire di avere un ridotto metabolismo dei folati. Naturalmente, tutta la procedura verrà svolta in anonimato: nel kit sono compresi due codici a barre, uno rimane allo studente e uno viene applicato al campione. In questo modo, solo il legittimo proprietario del codice potrà accedere ai dati, che verranno pubblicati su un apposito sito internet.

Lo screening per i tre marker genetici non sarà l’unico sforzo dell’università californiana per la diffusione dei concetti riguardanti la genomica e i suoi possibili benefici per la salute umana. Verranno infatti organizzati numerosi seminari e conferenze con genetisti, statistici e filosofi, tutto questo al fine di trasmettere agli studenti l’approccio più equilibrato verso tematiche che saranno sempre più presenti nella medicina dei prossimi anni. Addirittura ci sarà un concorso che darà la possibilità di vincere test genetici più approfonditi a cura della 23andMe.

Benché le critiche non siano mancate neppure qui, io non posso che apprezzare questa iniziativa: trattandosi di informazioni genetiche relativamente innocue, non ci saranno quei problemi spesso sottolineati dai detrattori della personal genomics. Dopotutto non si parla di terribili malattie, ma di semplice nutrigenomica.

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