myGenomiX è il primo blog di genomica in Italia?

Questo blog ha ormai due mesi di vita. Decisi di aprirlo perché mi dispiaceva che un argomento così affascinante e di tendenza come la genomica fosse trattato dai media italiani con superficialità e incompetenza. Negli Stati Uniti, e più in generale nel mondo anglosassone, parlare e scrivere di genomica e di medicina personalizzata è normalissimo: provate a seguire su Twitter le persone giuste, e scoprirete che praticamente ogni giorno c’è almeno un quotidiano che pubblica una notizia riguardante la scoperta di nuove associazioni tra geni e malattie o un commento sulle analisi genetiche fornite da aziende come la 23andMe.

Qui da noi non è così: a volte, quando esce un nuovo studio di associazione su Science o su Nature, il giornalista di turno deve stare a spiegare perfino cos’è un gene! Il motivo per cui questo avvenga non lo so. C’è disinteresse da parte del pubblico? O addirittura diffidenza? I nostri comunicatori scientifici non sono abbastanza bravi? O semplicemente non sono abbastanza? Probabilmente è un po’ di tutto questo. Di una cosa sono però sicuro: è un circolo vizioso. Se la scienza viene comunicata male, i lettori non la capiscono. E quando una persona non capisce una cosa e non trova nessuno che sia in grado di spiegargliela, finisce che questa persona perde interesse. Se la scienza non interessa la gente, nessun giornalista si prenderà mai la briga di approfondire e migliorarsi per offrire un servizio di informazione migliore. Io credo che l’unico modo per spezzare questo circolo vizioso sia buttarsi nell’arena della comunicazione, e per questo motivo invito tutti gli appassionati a fare come me, aprire un blog e provare. Non è necessario essere esperti per parlare di scienza, molto spesso la visione più limpida su un argomento ce l’hanno proprio quelli che non ci lavorano, perché sono capaci di osservare le cose da prospettive nuove. Viviamo in un Paese dove si parla così poco di personal genomics che non esiste nemmeno una traduzione “ufficiale” di questa espressione: “genomica personale” e “genomica personalizzata” danno in Google lo stesso numero di risultati!

Ma allora mi chiedo: non è che per caso myGenomiX è il primo blog in italiano specializzato sulla genomica? La domanda è provocatoria, ma neanche troppo. Se la risposta fosse sì sarei ovviamente orgoglioso, ma anche profondamente triste: possibile che nel Paese che ha dato i natali a Rita Levi Montalcini e a Umberto Veronesi non ci sia un giovane dottorando che tra una PCR e l’altra scriva la sua opinione in merito a, non so, l’ultimo articolo sui geni dei centenari? So che ci siete, uscite allo scoperto! Non ho scelto a caso questo titolo: se in Italia esiste qualcuno che come me cerca blog di genomica, digitando “blog genomica” in Google probabilmente finirà su questo post. Se sei un blogger e tratti argomenti simili al mio segnala il tuo link nei commenti, ci faremo pubblicità reciproca e grazie al confronto e allo scambio di opinioni potremo contribuire a divulgare sempre meglio quella cosa bellissima che si chiama scienza.

PS: un blog c’è, è Nutrigene di Keith Grimaldi. Ma è molto orientato alla nutrizione, perciò secondo me rientra in una categoria a parte. In ogni caso, leggetelo: Keith è una specie di guru della genomica nutrizionale. Ha alle spalle una esperienza pluriennale all’estero, e ora sta cercando di portare le sue competenze anche nella nostra piccola Italia. In bocca al lupo!

6 thoughts on “myGenomiX è il primo blog di genomica in Italia?

  1. Ciao, non è proprio un blog, ma c’è anche http://www.genomicamente.com (citato in wiki). Purtroppo è aggiornato al gennaio 2009, quindi dovresti rallegrarti: concorrenza pressoché zero!😉
    Il fatto è che in Italia i blog scientifici non vanno per niente, i commenti latitano e le visite sono ridicole, a meno che non tu non appartenga ad un “blog d’autore”. In inglese il panorama è completamente diverso, e anche i blog con qualche parvenza di scientificità raccolgono molti più consensi di noi.
    Di sicuro la “pagnotta” non è alla nostra portata…

  2. Ciao! Grazie mille per il link. Tra l’altro ho visto che non si tratta neppure di genomica vera e propria, ma di una sua particolare declinazione psicologica.. Purtroppo hai ragione, sto cercando di capire il motivo di questo disinteresse. Di chi sono le responsabilità? In America hanno addirittura un portale specializzato in blog scientifici, ScienceBlogs: sarebbe bello se ci fosse una cosa del genere anche da noi. Vengono persino organizzati concorsi per i migliori blogger! Allora mi domando: perchè là c’è tutto questo e da noi c’è il nulla totale?

  3. Forse perché l’italiano medio è più avvezzo a veline e calcio?
    Già, qui in italia la situazione è triste, forse solo wikio con la sua classifica dei blog scientifici rappresenta una piccola opportunità. Mi piacerebbe che si formasse una piccola alleanza fra microbloggers scientifici, una sorta di piattaforma per promuovere questo tipo di attività amatoriali, scremandosi da tutto il resto, ma probabilmente è una speranza troppo utopistica…

  4. Piacerebbe anche a me, avere tante persone che discutono e si confrontano non può che favorire la stessa divulgazione scientifica. Il primo passo e il più difficile penso sia riuscire a rintracciare tutti i blogger italiani che parlano di scienza, poi creare un portale ad hoc non sarebbe nemmeno così complicato! Io continuerò la mia utopica battaglia.🙂

  5. Credo che i blog anglofoni non facciano altro che rispecchiare il gap che abbiamo in termini di divulgazione scientifica (tradizione, qualità e quantità). Credo, insomma, che a mancare non siano i potenziali lettori ma i reali divulgatori. E non parlo di commentare un abstract ma di rendere partecipi non addetti ai lavori su temi tecnici anche molto complessi; compito che, oggettivamente, è molto complicato e che richiede parecchio impegno.

    BTW: ho scoperto da poco questo blog e lo trovo davvero ottimo (e no, purtroppo altri blog di questo tipo non ne conosco in italiano).

  6. Se Fabio ha ragione significa che tocca a noi divulgatori cambiare le cose. Il contributo che possiamo dare è sicuramente minimo rispetto a quello che serve, però chissà che col tempo, poco per volta, non si riesca a far crescere la comunicazione scientifica anche qui in Italia. Quindi invito Gifh e Fabio, e tutti i blogger scientifici in genere, a continuare a scrivere con entusiasmo. Chissà che questo non generi una positiva reazione a catena e attragga sempre più gente nel fantastico mondo che è la scienza.
    Comunque grazie per i complimenti!

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