Geni dell’obesità? Battiamoli con l’attività fisica!

Il nostro destino non è scritto nel DNA. E’ questo il messaggio che ci lascia un lavoro appena pubblicato sulla rivista ad accesso libero PLoS Medicine.

Un gruppo di ricercatori di Cambridge ha infatti dimostrato con una precisa analisi statistica che un genotipo svantaggioso può in realtà essere efficacemente compensato da uno stile di vita corretto. In particolare, gli scienziati si sono dedicati allo studio degli effetti del DNA e dell’attività fisica sull’indice di massa corporea BMI e, quindi, sul rischio obesità. Quello dell’obesità è un problema sempre più serio che affligge molti Paesi, in particolare quelli più ricchi: si stima che a questi ritmi, nel 2015 ci saranno circa 700 milioni di obesi nel mondo, con un incremento del 75% rispetto al 2005. La colpa è dell’alimentazione sempre più grassa e ipercalorica, oltre che dello stile di vita sedentario.

Lo studio ha utilizzato i dati genotipici di circa 20mila inglesi relativi a 12 polimorfismi genetici associati al rischio obesità. I partecipanti hanno anche compilato un questionario che ha permesso di classificarli in quattro categorie, a seconda del tempo dedicato ogni giorno all’attività fisica. Con questi dati in mano, i ricercatori hanno cercato di calcolare, attraverso modelli matematici, quanto influissero rispettivamente il fattore genetico e lo stile di vita nella determinazione dell’indice di massa corporea. Quello che hanno scoperto è riportato nel grafico qui a fianco: la predisposizione genetica all’obesità, riportata sull’asse X e calcolata sulla base del numero di varianti “rischiose” presenti nel DNA, provoca chiaramente un aumento del BMI (Body Mass Index). Maggiore è il numero di varianti associate al rischio obesità, maggiore è, in media, l’indice di massa corporea. Tuttavia, nel grafico si vede anche che gli individui sedentari (segnalati con dei rombi bianchi) sono più suscettibili alla predisposizione genetica di quanto non lo siano quelli che praticano almeno un po’ di attività fisica: la pendenza della retta è maggiore.

Se si vanno a vedere i numeri si scopre che in una persona alta 1,70m avere una singola variante rischiosa provoca un incremento di 529 grammi se si adotta uno stile di vita sedentario, e di soli 379 grammi se si fa invece attività fisica. Gli scienziati concludono che la predisposizione genetica all’obesità può essere ridotta addirittura del 40% con uno stile di vita corretto. Insomma, se avete gli alleli dell’obesità, non allarmatevi, anzi: sono proprio i soggetti geneticamente predisposti a beneficiare maggiormente dell’attività fisica, che comunque fa bene a tutti. Dobbiamo abbandonare la visione deterministica secondo la quale dal DNA dipende il nostro futuro: abbiamo la possibilità di cambiarlo, quel futuro, e il primo passo è proprio conoscere i nostri geni, per capire dove dobbiamo intervenire.

Li S et al. “Physical Activity Attenuates the Genetic Predisposition to Obesity in 20,000 Men and Women from EPIC-Norfolk Prospective Population Study” PLoS Medicine 2010, 7(8): e1000332

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