Il genoma più grande è di un fiore giapponese

Le dimensioni contano? Se stiamo parlando di genomi, la risposta è no: avere un grande genoma non vuol dire necessariamente essere una specie particolarmente evoluta. E’ vero, i genomi dei batteri sono infinitamente più piccoli rispetto a quello umano, che si attesta attorno ai 3 miliardi di paia di basi, ma non lasciatevi ingannare: esistono moltissime specie, sia animali che vegetali, con un genoma molto più grande del nostro. Fino all’altro ieri, il record assoluto lo deteneva un pesce africano appartenente all’ordine dei Dipnoi, il Protopterus aethiopicus, che vanta un genoma stimato in circa 130 miliardi di paia di basi. Ora, un lavoro pubblicato sul Botanical Journal of the Linnean Society strappa lo scettro agli animali e lo consegna a un rappresentante del regno vegetale.

Ricercatori olandesi hanno infatti scoperto che il genoma di un raro fiore giapponese, la Paris japonica, arriva a 149 miliardi di paia di basi, ed è quindi il più grande finora conosciuto. Per determinarlo è stata utilizzata la citometria a flusso, che ha permesso di stabilire un C-value di 152.23 picogrammi: corrisponde in pratica al peso del DNA aploide di questa specie, che ha 40 cromosomi e un corredo cromosomico ottaploide. Dicono gli autori dello studio che il suo genoma è così grande che, stendendolo, sarebbe più alto del Big Ben. La Paris japonica ha però ben poco da festeggiare, dal momento che il suo genoma colossale le dà più problemi che altro: replicare tutto quel materiale genetico implica spendere un sacco di energie, energie che non possono essere impiegate per adattarsi meglio all’ambiente. Ecco perché, generalmente, le specie con genomi molto grandi sono più delicate, soffrono maggiormente l’inquinamento e i cambiamenti climatici, e crescono molto meno delle altre, avendo bisogno di più tempo per duplicare il loro enorme corredo cromosomico.

Per correttezza, devo segnalare che sono riportati casi di genomi più grandi del piccolo fiore giapponese, ma i metodi utilizzati per determinarne le dimensioni non sono considerati sufficientemente accurati dalla comunità scientifica. E’ il caso della Amoeba dubia, che secondo stime fatte negli anni 60 dovrebbe avere un genoma di 670 miliardi di paia di basi, e del dinoflagellato Prorocentrum micans (245 miliardi).

Pellicer J et al. “The largest eukaryotic genome of them all?” Botanical Journal of the Linnean Society 2010, 146(1): 10-15.

Image credit: Karl Kristensen

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