GenoMIX #8 – Dicembre 2010

Il mese di Dicembre è stato segnato da alcune notizie veramente importanti, notizie che hanno coinvolto rispettivamente il mondo della scienza, della genetica umana e della blogosfera italiana. La prima è stata la scoperta, annunciata in grande stile dalla NASA, del famoso batterio californiano in grado di sostituire il fosforo con l’arsenico nella doppia elica del proprio DNA. Chi ha seguito un po’ i blog e i siti che parlano di scienza in queste settimane sa che questo articolo pubblicato su Science è stato aspramente criticato da diversi scienziati. Non solo, poiché le critiche sono arrivate tramite un canale alternativo quale sono considerati i blog, la cosa ha a sua volta scatenato una discussione su quale mezzo di comunicazione fosse il più adatto per parlare di scienza. Indirettamente, ci si è iniziati a fare anche qualche domanda sull’efficacia del sistema della peer-review per l’approvazione degli articoli scientifici.

Un altrettanto imponente dibattito si è aperto nel mondo della genetica umana quando il Bioscience Resource Project ha dichiarato, attraverso un articolo sul proprio sito internet, che le malattie comuni che affliggono l’umanità non hanno basi genetiche, ma sono solo il frutto dell’ambiente e del nostro stile di vita. Apriti cielo! Immediate sono arrivate le risposte dei principali commentatori del settore, in ordine di apparizione Mary Mangan, Luke Justins, Daniel MacArthur, Keith Grimaldi e Mary Carmichael. Tutti a difendere la roccaforte della genetica, e a cercare di spiegare ai negazionisti del DNA (soprannominati anche “deterministi ambientali”) che le malattie umane hanno – evidentemente – sia una componente ambientale sia una componente genetica.

Terza notizia, forse la più importante per i blog italiani che parlano di scienza, è l’introduzione della lingua italiana in Research Blogging, la piattaforma che unisce tutti i blog che commentano articoli scientifici peer-reviewed. D’ora in poi, previa iscrizione al sito, chiunque scriverà un post in cui discute una pubblicazione su rivista potrà fregiarsi dell’icona di Research Blogging e comparire nel database del conosciutissimo sito americano. Non so voi, ma io lo reputo un notevole passo in avanti per i blog italiani.

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