Genetica protagonista su Focus

Ebbene sì, la nutrigenetica ha conquistato la copertina di Focus. Sull’ultimo numero del più famoso mensile di scienze c’è un’inchiesta di 10 pagine tutta dedicata alla genetica, e in particolare a tre settori molto di moda: genetica della nutrizione, epigenetica e farmacogenomica.

L’autrice Amelia Beltramini immagina un futuro in cui andremo al supermercato dotati di carta magnetica personale e di un lettore ottico, grazie ai quali potremo individuare i prodotti più adatti al nostro codice genetico curiosando tra gli scaffali. Chissà, forse un giorno andrà veramente così, per adesso accontentiamoci di quelle poche ma chiare informazioni che possiamo ottenere da uno dei tanti test di nutrigenetica disponibili in commercio. L’articolo è interessante, benché non entri molto nei dettagli (come è giusto che sia, dopotutto stiamo parlando di Focus). L’unico errore, secondo me, la Beltramini lo fa mettendo sullo stesso piano i test commerciali di nutrigenetica e la famigerata dieta del gruppo sanguigno, che a differenza della nutrigenetica non ha nessuna base scientifica. Come esempio di test nutrigenetici “cattivi” viene riportato l’esempio del test di Daniel Moen, amministratore delegato della Inherent Health. Non conosco bene questo test, ma le basi scientifiche dietro la scelta degli SNP ci sono, almeno a giudicare dal corposo PDF scaricabile dal sito; ciò che non è scientificamente supportato – se interpreto bene le parole della Beltramini – è la promessa di un miracoloso dimagrimento. Le diete basate sulla nutrigenetica servono principalmente a garantire uno stato di benessere all’individuo; la perdita di peso, se c’è, è un effetto secondario del mangiar sano.

Su Focus si parla anche di epigenetica, con le ricerche di Solomon e di Yehuda, due scienziate che scoprirono un maggior rischio di Disturbo Post-Traumatico da Stress nei figli dei sopravvissuti dell’Olocausto: forse il risultato di modificazioni epigenetiche trasmesse da una generazione all’altra. Lo speciale si chiude con la farmacogenomica: qui si parla di come sia economicamente conveniente individuare i pazienti che risponderanno meglio a un farmaco, piuttosto che somministrarlo a tutti indiscriminatamente.

Piccola nota: quando stamattina ho visto la copertina di Focus ho fatto un enorme sorriso, come un bambino davanti al suo giocattolo preferito. Giudicate voi se è segno di grande passione per la genetica, o di squilibrio mentale.

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5 pensieri su “Genetica protagonista su Focus

  1. Grazie per la segnalazione Moreno, devo andare a comprarlo (non ti preoccupare sarà passione, forse con una giusta dosa di ossessione).

    Quanto mi dà fastidio quando mettono la nutrigenetica insieme con la dieta del gruppo sanguigno (per cui, come dici, non c’è nessuna base secondo la letteratura scientifica).

    Per quanto riguarda il test di Inherent Health che è il Weight Management test della Interleukin Genetics – sì gli SNPs sono ben caraterizzati MA l’unico studio che suggererisce che il panello di questi SNP insieme ti aiuterà a perdere peso è qualcosa fatto dalla Interleukin ma finora è stato solo presentato ad un congresso un anno fa. Ancora non è stato pubblicato in una rivista “peer review” quindi non sappiamo quanto sia valido – il fatto che ancora dopo un anno non sia stato accettato mi fa pensare che ci sia qualche problema con i dati… Sono d’accordo con Beltramini – sicuramente non c’è niente che sostiene quanto scrivono sul loro sito: “Clinically shown to improve weight loss by over 2.5X”

  2. Grazie Keith per queste informazioni. Per quanto riguarda la dieta del gruppo sanguigno, bisogna dire che in realtà l’autrice non dice esattamente che la nutrigenetica è equivalente alla dieta del gruppo sanguigno. Scrive infatti questo:
    La ricerca avanza lentamente, mentre il business corre, approfittando del vuoto di regolamentazione. Molte aziende offrono già test genetici vendendo consigli e soprattutto integratori alimentari che garantiscono “calibrati” sulle necessità nutrizionali dei singoli clienti. Per non parlare dei libri che reclamizzano diete basate sul gruppo sanguigno. Finora la ricerca invita a diffidarne: nessuno può avere solide basi scientifiche.

  3. OK – meglio così!

    “Finora la ricerca invita a diffidarne: nessuno può avere solide basi scientifiche.”

    Devo dire ovviamente che per la nutrigenetica in generale la base scientifica è molto solida – anche il National Cancer Institute negli Stati Uniti riconosce questo fatto, http://bit.ly/hXPhFN. Però capisco molto bene lo scetticismo della giornalista, la responsabilità è dell’industria. La nutrigenetica è molto utile per aiutare a mangiare sano – e basta.

    Non puoi usarla per scegliere la dieta giusta per dimagrire. Non è “l’elisir di eterna giovinezza”. Sono pretese esagerate che purtroppo nascondono l’utilità vera della genetica applicata alla nutrizione.

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