Brevi appunti sull’evoluzione

Ieri, su segnalazione di Marco Ferrari (Leucophaea), mi sono imbattuto in questo articolo a cura di Carlo Bellieni, in cui si parla di creazionismo ed evoluzione. Ho già espresso il mio malcontento per come è stato trattato l’argomento “evoluzione” con un commento all’articolo, ma poiché l’autore ha chiesto maggiori delucidazioni ho deciso di scrivere questo post in cui citerò alcune delle sue frasi e spiegherò che cosa c’è che non va.

La teoria dell’evoluzione, ipotesi utile e geniale, è ancor oggi una “teoria”, ben lungi dunque da essere una “legge”;

La teoria dell’evoluzione è una teoria, certo, ma è supportata da molte prove e rappresenta la migliore spiegazione scientifica che abbiamo per descrivere gli esseri viventi. Se si pretende che la teoria dell’evoluzione possa essere dimostrata così come si farebbe per un teorema matematico, è assai probabile che una dimostrazione del genere non l’avremo mai. Vabbè, questa era giusto una puntualizzazione.

La teoria di Darwin viene oggi a cozzare con le nuove scoperte della genetica, che mostrano l’importanza dell’influsso dell’ambiente sull’espressione del genoma (Ginsburg S, Jablonka E. Epigenetic learning in non-neural organisms. J Biosci. 2009 Oct), proprio l’opposto dell’idea che il genoma è l’unico motore della vita e che la vita stessa dipende da mutazioni casuali e dalla violenza con cui queste mutazioni casuali sia affermano per far trionfare il “più adatto”, cosa che d’altronde tornava a pennello con il clima dell’epoca di Darwin, in cui l’Impero inglese – autodefinitosi il più civile e il più evoluto- cercava una giustificazione biologica per la conquista con le armi di mezzo mondo.

Sinceramente, questo contrasto tra epigenetica e Darwin non lo vedo, tutt’al più si aggiunge un nuovo livello di complessità. E’ vero che le alterazioni epigenetiche prodotte dall’ambiente possono anche essere ereditate, ma per quel che ne so io possono essere ereditate solo per alcune generazioni, non credo possano influire sull’evoluzione. Comunque, è il caso di ribadire un concetto: l’evoluzione è fatta di DNA e di ambiente, non solo di DNA. Entrambe queste componenti guidano il percorso evolutivo degli esseri viventi, non dimentichiamoci che la selezione naturale è operata dall’ambiente. Per quanto riguarda l’impero inglese, beh, quanto detto non intacca minimamente la teoria di Darwin, a meno che non vogliamo accusare Darwin di aver inventato la sua teoria appositamente per favorire le conquiste inglesi. Il darwinismo sociale è un’altra cosa rispetto al darwinismo serio, che riguarda la scienza e non la politica.

D’altronde non si capisce perché, se tutto è casuale, l’uomo sia il massimo dell’espressione dell’evoluzione

Dire che tutto è casuale è una grossa imprecisione: le mutazioni del DNA sono casuali, ok, ma la selezione è intrinsecamente legata all’ambiente. Non è che uno ha tirato un dado ed è comparso l’uomo bell’e fatto. Sul fatto che l’uomo sia il massimo dell’espressione dell’evoluzione ci sarebbe da discutere, l’uomo è una specie come le altre che ha avuto la fortuna di imboccare un percorso evolutivo che l’ha portato ad avere coscienza di sé e intelligenza, sebbene anche altri animali abbiano dei rudimenti di queste caratteristiche.

nell’iconografia si vede sempre al culmine della scala evoluzionistica non un generico “uomo”, ma l’uomo bianco, maschio (e quando cesseranno nei libri scolastici queste immagini maschiliste e razziste?).

Il generico “uomo” quale sarebbe? Ad ogni modo, se gli illustratori sono razzisti è colpa loro, mica di Darwin.

sembra non esserci nessuna prospettiva per un’ulteriore evoluzione, come se l’uomo (bianco, maschio) fosse il culmine di tutto

L’evoluzione continua a fare il suo corso. Solo che, a parte rari casi, le nuove specie nascono in tempi molto lunghi. In India, la separazione delle caste sta portando a un isolamento progressivo di gruppi di persone che stanno cambiando il proprio patrimonio genetico, a tal punto che i medici devono chiedere ai pazienti la propria casta per scegliere che anestetico utilizzare negli interventi chirurgici (vedi clip). E’ da piccole cose come questa, e da un lungo periodo di isolamento, che nascono le nuove specie.

E non si capisce, se tutto è casuale, perché l’uomo (maschio e bianco) e non il gabbiano o il pescespada siano il culmine della natura, dato che anch’essi sono frutto di mutazioni ancestrali e di cambiamenti genomici.

Qui bisogna mettersi d’accordo sul significato di “culmine della natura”.

Oltretutto, il Big Bang è stato teorizzato da un gesuita belga, cosa che evidentemente ridicolizza il mito di un gap tra fede e ragione;

Esatto! E l’uomo che scoprì le leggi dell’ereditarietà dei caratteri era un monaco. Significa che, per fortuna, alcuni credenti hanno una mentalità aperta, si pongono domande e utilizzano la loro intelligenza per comprendere il mondo, invece di nascondersi dietro un dogma.

se una giraffa improvvisamente acquisisce un collo lunghissimo perché le cambia il DNA e questo cambiamento è casuale, con chi si riprodurrà, dato che è impossibile che proprio nello stesso praticello avvenga l’unico altro cambiamento casuale dei DNA?

“Se una giraffa improvvisamente acquisisce un collo lunghissimo” è un’espressione repellente, che niente ha a che vedere con la teoria di Darwin. Ricorda più che altro Lamarck, che però non ha trovato molti seguaci. L’evoluzione procede a passi piccolissimi, non avviene all’improvviso. L’autore non sa o fa finta di non sapere?

E se le mutazioni di DNA possono portare a far sopravvivere alcuni e morire tutti gli altri meno adatti, questo evidentemente vale solo per alcune mutazioni macroscopiche; ma cosa dire per le mutazioni minime, quelle che fanno essere più o meno belli ma non aiutano la sopravvivenza?

Le mutazioni “macroscopiche”, che cioè producono un vantaggio o uno svantaggio nell’adattamento all’ambiente e nella capacità di riprodursi, sono sottoposte al vaglio della selezione naturale. In generale la frequenza di qualsiasi mutazione, anche di quelle meno influenti, oscilla in modo casuale in una popolazione, ed è descritta dalla deriva genetica, un concetto noto fin dagli anni ’30.

Concludendo, le argomentazioni di Carlo Bellieni non sono convincenti perché si basano su concetti errati, imprecisi o distorti. Detto questo non voglio entrare nello sterile dibattito tra evoluzionismo e creazionismo, ma semplicemente fare le dovute precisazioni sulla questione. Tentare di imporre una teoria usando argomentazioni sciocche è un insulto alla libertà e all’intelligenza umana, e questo vale sia per uno schieramento sia per l’altro.

13 thoughts on “Brevi appunti sull’evoluzione

  1. Darwin parlava di eredità ma non di DNA (ovviamente) e l’epigenetica è una parte dell’eredità, nessun conflitto.

    Molti dei politici dell’Impero Britannico si opposero a Darwin, altro che dimostrazione di superiorità: non potevano ingoiare l’implicazione di essere molto vicini alle scimmie!

    Non vedo nessun gap fra fede e ragione. Sì, anche il creazionismo è possibile solo che non abbiamo, con la nostra ragione, la possibilità di concepire la creazione dell’universo in 6 giorni. Si può credere – è la fede.

    Si può anche credere che l’evoluzione fu (ed è ancora guidata) da un creatore, ma non possiamo fornire evidenza per sostenere questa teoria (né per confutarla), e non c’è un modo per metterla alla prova – è la fede.

    Abbiamo la teoria sull’evoluzione, quella di Darwin ed altre modifiche, non c’è “la prova” ma c’è molta evidenza a sostegno e non è stata confutata – è la più semplice spiegazione che abbiamo finora (a proposito non mette l’uomo al culmine) – questa è la ragione (ci può spiegare “come” ma non “perché”)

  2. Non c’è nulla di più brutto di una mente umana che liberamente scegliere di credere in quello che lo fa stare meglio… è davvero inaccettabile per alcune persone pensare di essere cosi insignificanti da essere solo il frutto di una selezione naturale e non il risultato di un preciso volere di “un grande orologiaio”… la teoria di darwin è elegante perchè risolve il problema dal basso… il creazionismo (o come lo chiamano oggi il disegno intelligente) è invece una spiegazione orribile che non spiega assolutamente nulla se non mettere un veto alle capacità umane di comprendere e dominare l’universo in cui risiede… dire che l’orologio è stato costruito da un orologiaio sposta solo il problema verso l’alto… darwin al contrario spiega elegantemente tutto… e i “cosidetti problemi” della teoria dell’evoluzione come il problema dello stato intermedio sono tali solo perchè noi non siamo capaci di afferrarli… alla natura poco importa se non riusciamo a capire l’utilità dello stato intermedio della piuma prima che divenisse piuma…

  3. vorrei ricordare, non all’autore di questo articolo ma a Bellieni che
    1) darwin ha cominciato a essere ritenuto “tollerabile” dall”ortodossia solo dopo Mendel
    2) che all’epoca di darwin la stampa in tetracromia non era ancora stata inventata e ad oggi costa ancora più del doppio di quella B/N o a scala di grigi e pubblicare una foto è più semplice che far fare un disegno
    3) che l’uomo generico dovrebbe dunque essere disegnato co gli occhi a mandorla [conese] i capelli rossi [europeo] il naso camuso e le labbra tumide (negro) per fargli piacere ???
    3) che la selezione richiede migliaia di generazioni che ai ritmi della Natura richiedono migliaia d’anni , ma se a questi sostituisci le necessità dell’uomo e l’artificialità nell’eliminazione degli “errori inevitabili” allora l’allevamento di cavalli specializzati da corsa da carica o da tiro può essere un esempio e il frumento mutato un altro, e se preferisce la natura, le falene del carbone [nere per confondersi coi mucchi di polvere di carbone, appunto] che sono comparse in poco più di 50 anni un altro …
    ma naturalmente quelli che sono capaci di dire che i terremoti catastrofici sonoprove della provvidenza amorevole di dio sono anche capaci di mettersi delle fette di prosciutto altre 4 dita davanti agli occhi

  4. Non credo valga la pena rispondere ai creazionisti.
    HANNO GIA’ DECISO A PRIORI cosa è giusto e cosa no, e cercano il modo di dimostrarlo, la scienza lavora al contrario.
    L’evidenza scientifica immanente dell’evoluzione è palese: non serve inventare esseri creatori e se non serve allora per il rasoio di Occam non esistono. Invece l’evidenza di un “essere creatore” è totalmente dogmatica, antropomorfa, trascendente e a-scientifica.
    Questione di scelte di vita, se si vuol vivere dogmaticamente va benissimo, ma non si pretenda di discutere scientificamente.

    Inoltre la scienza della complessità (ancora poco compresa dal pubblico e tantomeno dai dogmatici) non lascia dubbi sull’evoluzione come proprietà intrinseca di ogni cosa esistente.

  5. ottimo post… però la frase che alcuni stanno cambiando “il proprio codice genetico” andrebbe corretta perchè cambiano il proprio patrimonio genetico, come popolazione il pool genico, ma il codice è universale e tale rimane.

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