Frutta e verdura contro i geni cattivi: e il cuore torna a sorridere!

C’è una regione del cromosoma 9 che è nota per essere associata in modo significativo alle malattie cardiovascolari e all’infarto del miocardio: i principali indiziati sono quattro SNP, tutti quanti legati a disturbi del nostro sistema cardiocircolatorio. L’associazione è stata confermata in diverse popolazioni, perciò non ci sono più dubbi ormai sul fatto che in questo punto del genoma ci sia qualcosa di importante per il benessere del nostro cuore. Quello che ancora non si sapeva, però, era come questa regione genomica interagisse con la nostra alimentazione e il nostro stile di vita: è possibile annullare l’effetto negativo di una variante genetica sfortunata, o si è destinati a convivere con un rischio più elevato di infarti e altre malattie cardiovascolari?

A questa domanda prova a rispondere uno studio condotto da un gruppo di ricerca internazionale, pubblicato sulla rivista PLoS Medicine. I ricercatori hanno analizzato dati raccolti a cavallo del 2000 nell’ambito dello studio INTERHEART, i cui partecipanti erano pazienti ricoverati per episodi non fatali di infarto del miocardio, insieme a un gruppo di individui controllo. Tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un’analisi genetica, e hanno risposto a un questionario volto a determinare le loro abitudini alimentari e comportamentali.

ResearchBlogging.orgI ricercatori si sono concentrati su circa 8000 partecipanti di quello studio, scelti tra le etnie più rappresentate: europea, araba, cinese, latino-americana e dell’Asia meridionale. La prima cosa fatta dai ricercatori è stata valutare nelle varie popolazioni l’effetto dei quattro SNP più fortemente legati a infarti e malattie cardiovascolari: rs10757274, rs2383206, rs10757278 e rs1333049. Ad eccezione della popolazione araba, l’effetto degli SNP era quasi sempre significativo, e in ogni caso un effetto meno evidente si riscontrava anche negli arabi.

Una volta appurato che queste varianti genetiche sono davvero rischiose per la salute del cuore, si è voluto vedere quanto questo rischio poteva essere modulato attraverso l’alimentazione e lo stile di vita. Fumo e attività fisica non hanno mostrato nessuna interazione significativa, mentre si è visto che al contrario tutti e quattro gli SNP interagivano con l’alimentazione, e in particolar modo con una dieta ricca in frutta e verdure crude. Molto forte era l’interazione di rs2383206, il cui effetto negativo poteva essere notevolmente ridotto passando da una dieta povera a una ricca di questi alimenti. Questa riduzione era evidente soprattutto nella popolazione latino-americana e in quella dell’Asia meridionale.

Il punto cruciale di tutto l’articolo è rappresentato da questo grafico, in cui si mettono a confronto i fattori genetici e quelli alimentari nel determinare il rischio di avere infarti. La situazione ottimale è rappresentata da quelle persone che hanno la fortuna di avere il genotipo migliore (AA) per lo SNP rs2383206, e al contempo hanno saggiamente scelto di seguire una dieta ricca in frutta e verdura cruda. Tutte le altre combinazioni presentano un rischio aumentato (odds ratio) che è calcolato rispetto a questa situazione ottimale: come potete vedere, i numeri sono molto diversi da caso a caso.

Nel gruppo di individui che seguono la dieta meno “prudente”, cioè meno ricca in frutta e verdura, l’effetto genetico è molto marcato. Combinando la dieta peggiore con il genotipo peggiore si ottiene infatti un rischio di 2 volte rispetto alla situazione ottimale. Se però il consumo di frutta e verdura aumenta (passando da “low” a “high”), ecco che anche il genotipo più sfortunato non produce praticamente più nessun effetto!

Questi risultati significano molte cose. Innanzitutto, che l’effetto negativo di queste varianti genetiche può essere neutralizzato, fino a venire praticamente annullato, mangiando molta frutta e verdura cruda. Secondo, che non tutte le persone sono uguali e non tutte hanno quindi le stesse esigenze alimentari. Terzo, che un test genetico che pretende di calcolare il tuo rischio di ammalarti di qualche malattia, senza considerare le tue abitudini alimentari e il tuo stile di vita, è sostanzialmente un test inutile.


Do, R., Xie, C., Zhang, X., Männistö, S., Harald, K., Islam, S., Bailey, S., Rangarajan, S., McQueen, M., Diaz, R., Lisheng, L., Wang, X., Silander, K., Peltonen, L., Yusuf, S., Salomaa, V., Engert, J., Anand, S., & , . (2011). The Effect of Chromosome 9p21 Variants on Cardiovascular Disease May Be Modified by Dietary Intake: Evidence from a Case/Control and a Prospective Study PLoS Medicine, 9 (10) DOI: 10.1371/journal.pmed.1001106

Parte Food4Me, il progetto europeo per verificare l’utilità della nutrizione personalizzata

Si chiama Food4Me ed è un progetto finanziato dall’Unione Europea che raccoglierà esperti di tutto il mondo per studiare i limiti e le opportunità offerti dalla nutrigenetica e dalla nutrigenomica. A coordinare il progetto, che avrà una durata di 4 anni, sarà il professor Mike Gibney dell’Università di Dublino.

“Per molti anni abbiamo dato indicazioni nutrizionali generiche alle persone. – ha detto il prof. Gibney – Il concetto di nutrizione personalizzata è nato con l’idea che grazie alla genomica avremmo potuto dare consigli personalizzati, differenti a seconda del DNA di ogni individuo.” Benché diversi studi abbiano dimostrato che in alcuni casi particolari la nutrigenetica potesse essere realmente efficace, manca ancora la prova definitiva. Questo progetto internazionale cercherà di darla, grazie soprattutto a un grande studio interventistico che punterà a valutare l’efficacia della personalizzazione nelle scelte alimentari degli individui. Lo studio offrirà ai partecipanti diverse tipologie di indicazioni nutrizionali: generiche, personalizzate sulle caratteristiche fisiche dei soggetti o sulle loro caratteristiche genetiche.

Food-Omics 2011 a Cesena

Tre giorni per parlare di scienza, alimentazione, salute e benessere. E’ il Food-Omics, un evento nato nel 2009 che anche quest’anno si svolgerà a Cesena, presso l’Aula Magna del Polo Scientifico dell’Università di Bologna in Piazzale Aldo Moro 90. Si terrà dal 22 al 24 Giugno, e potrà vantare moltissimi speaker internazionali.

Mercoledì 22 si parlerà di qualità del cibo e biodiversità, con interventi di ospiti stranieri provenienti da Spagna, Norvegia, Regno Unito e Danimarca. La mattina di Giovedì 23 sarà dedicata a nutrigenetica e nutrigenomica, con presentazioni che riguarderanno l’interazione di micro e macronutrienti con il nostro genoma. Nel pomeriggio spazio al cibo per il benessere, sezione in cui si discuterà di cibi utili per rallentare l’invecchiamento e prevenire le malattie: in questa occasione interverrà anche il dottor Keith Grimaldi che parlerà dell’utilità dei test genetici per l’alimentazione. Infine, Venerdì 24 il tema saranno le biotecnologie e il processamento industriale del cibo: anche qui ospiti di alto livello provenienti dal Nord Europa e dalla Svizzera.

Per partecipare la scadenza ultima è il 15 Giugno, perciò affrettatevi. Trovate tutte le informazioni sul congresso a questo indirizzo internet.