GenoMIX #15 – Luglio 2011

Anche se la macchina del sequenziamento genomico è ormai in attività da diversi anni, sorprendentemente esistono ancora specie il cui genoma non è ancora stato decodificato. E ogni mese ne leggiamo di nuovi. Luglio ha visto il sequenziamento di tre nuovi genomi, tutti importanti, seppur per diversi motivi. Il primo è quello della patata (Solanum tuberosum), una pianta fondamentale per la nostra alimentazione: la sequenza genomica servirà a selezionare varietà maggiormente resistenti alle malattie. Il secondo genoma è quello di un animale bizzarro, incredibilmente longevo e resistente ai tumori: l’eterocefalo glabro (Heterocephalus glaber). Il terzo genoma appartiene invece a una specie che in un certo senso si trova a metà strada tra il regno vegetale e quello animale: è un animale a tutti gli effetti, ma il corallo è stato per lungo tempo considerato un vegetale. La sequenza di Acropora digitifera appena pubblicata servirà a studiare meglio questo abitante degli oceani, che è una specie di cartina al tornasole del riscaldamento globale.

Parlando invece di genomica umana, giusto una settimana la biostatistica italiana Paola Sebastiani e il suo gruppo di lavoro hanno ritirato l’articolo sui geni dei centenari pubblicato l’estate scorsa su Science. Il paper aveva sollevato dubbi e perplessità in merito alla solidità della metodologia utilizzata, e con questa ammissione gli autori danno ufficialmente ragione ai critici. Da una non-scoperta a una vera scoperta: un gruppo internazionale di scienziati ha identificato la mutazione genetica responsabile della sindrome di Proteo, malattia rarissima che colpì Joseph Merrick, noto come “The Elephant Man”.

Rientra nella lotta alla malattie rare la decisione del Parlamento tedesco di consentire la selezione pre-impianto degli embrioni nelle fecondazioni in vitro. Con questa scelta, la Germania si allinea con il resto d’Europa, dove la selezione embrionale per precise malattie genetiche è permessa (quando in Italia?). Infine, nuovo passo avanti per la biologia sintetica: alcuni scienziati si sono divertiti a “correggere” il genoma del batterio Escherichia coli, rimuovendo una particolare tripletta di DNA e sostituendola con un’altra dalla funzione equivalente.

Diagnosi pre-impianto: anche in Germania si può

La Germania si è aggiunta al lungo elenco di Stati Europei che consentono la selezione embrionale per malattie genetiche nelle procedure di fecondazione in vitro. Con 326 voti a favore e 260 contrari, il Parlamento tedesco ha approvato un disegno di legge che prevede la possibilità di esaminare gli embrioni prima dell’impianto nell’utero materno. Dopo questa decisione, sono ora 16 i Paesi Europei che consentono la selezione pre-impianto: Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Regno Unito, Russia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia. Resta ancora fuori l’Italia, dove la legge 40 sulla fecondazione assistita proibisce questa procedura.

La legge è stata approvata dal Bundestag (il Parlamento tedesco) nonostante gli interventi critici di alcuni esponenti del mondo ecclesiastico, come il vescovo luterano Friedrich che lo scorso Dicembre aveva dichiarato: “Dio ci conosce prima della nostra nascita, e ci sostiene nella sua mano destra fino al nostro ultimo respiro”. I parlamentari tedeschi hanno però scelto di seguire l’esempio del resto d’Europa, votando in coscienza e senza condizionamenti né da parte della Chiesa, né da parte dei rispettivi schieramenti politici.

Condivido in pieno le parole pronunciate dal ministro Ursula von der Leyen davanti ai colleghi: “Sono fermamente convinta che non dovremmo chiudere gli occhi davanti all’opportunità di usare la medicina moderna per supportare e aiutare queste famiglie che soffrono.” Ha aggiunto inoltre che “in un paese in cui è concesso l’aborto sarebbe un controsenso vietare la possibilità di evitare un aborto”.

La selezione pre-impianto tedesca non sarà libera da ogni vincolo: a differenza degli Stati Uniti, dove è possibile selezionare persino il sesso del nascituro, in Germania sarà consentito selezionare embrioni solo per escludere malattie genetiche ereditarie o per prevenire gli aborti.

Spero che anche i nostri governanti si ravvedano e modifichino al più presto la legge 40, una legge ingiusta sulla quale persino la Corte Europea di Strasburgo ha chiesto recentemente spiegazioni. Nessuno vuole l’eugenetica selvaggia: qui si tratta solo di dare speranza a tutte quelle coppie che rischiano di avere figli con malattie genetiche gravi, coppie che il governo italiano ha scelto di abbandonare al loro destino. E se si teme che la selezione pre-impianto sia praticata in modo inappropriato, sarebbe sufficiente creare una sorta di commissione che valuti i casi in cui la procedura può essere applicata oppure no. Un organo del genere esiste già nel Regno Unito, basterebbe copiare da loro.

Il caso ha voluto che proprio in questi giorni leggessi su internet la storia di Angela, portatrice del gene per la malattia di Huntington. Grazie alla selezione pre-impianto, Angela potrà dare alla luce un figlio sano. Sul suo blog scrive “Lo abbiamo fermato. Abbiamo fermato l’Huntington. E questo pensiero è così potente che mi consuma. I nostri bambini, i nostri nipoti e pronipoti.. Anche discendenti che non incontreremo mai, ma persone la cui vita non sarà condizionata dalla malattia di Huntington.” Angela ha fatto un regalo immenso ai suoi figli e ai figli dei suoi figli: sconfiggendo l’Huntington, lo ha sconfitto anche per tutti loro. E’ triste pensare che un atto di generosità così straordinario non possa avvenire nel nostro Paese.

Altri link:

Sconfiggere la malattie genetiche con lo screening prenatale: arriva il test per 400 malattie ereditarie

Prese singolarmente sono molto rare, ma sono in realtà responsabili del 20% delle morti infantili. Sono le malattie recessive di tipo mendeliano, cioè quelle patologie causate da mutazioni in un singolo gene che si manifestano soltanto quando entrambe le copie del gene sono danneggiate. Appartengono a questa categoria, tra le altre, la fibrosi cistica, la sindrome dell’X fragile, il morbo di Canavan e l’anemia falciforme. Molte di queste patologie sono terribili: il morbo di Batten, ad esempio, provoca cecità, convulsioni, paralisi e morte prematura.

Per vincere la battaglia contro le malattie rare è fondamentale investire nella ricerca, affinché nuove cure sempre più efficaci possano essere sviluppate. Abbiamo a disposizione però anche un’altra opportunità, seppure questa porti con sé una serie di interrogativi di tipo etico: lo screening prenatale. Poiché queste patologie colpiscono solo gli individui omozigoti per il gene difettoso, è possibile prevedere la possibilità che un neonato nasca con la malattia semplicemente analizzando lo stato del gene in questione nei due genitori: nel caso di due genitori portatori di mutazioni dannose, questa probabilità sarà del 25%.

ResearchBlogging.org

Un gruppo di ricercatori americani ha ora messo a punto un test genetico in grado di analizzare contemporaneamente i geni associati a 448 malattie mendeliane recessive. L’analisi viene condotta tramite sequenziamento di alcuni tratti specifici del genoma, quelli che contengono i geni di interesse, una scelta che consente di abbassare i costi rispetto al sequenziamento dell’intero codice genetico. Sequenziare le regioni di DNA più importanti consente di identificare anche mutazioni in precedenza sconosciute, per le quali è possibile prevedere se potrebbero o meno provocare la malattia: si tratta di un grande passo avanti rispetto alla vecchia tecnologia dei microarray, in cui si utilizzano sonde in grado di segnalare soltanto la presenza di mutazioni note.

Il test si è rivelato molto accurato nel riconoscere geni di un individuo malato da quelli di un individuo sano, raggiungendo una specificità del 99.96% e una sensibilità del 95%. In altre parole, all’analisi sfugge il 5% circa delle mutazioni che provocano una malattia, ma quelle che individua sono quasi certamente mutazioni dannose. Il costo del test viene stimato essere attorno ai 600 dollari, ma si spera di riuscire ad abbassarlo di altri cento dollari, arrivando così a un prezzo comparabile a quello di altri test di questo tipo. Lo studio ha infine confermato che ciascuno di noi è portatore di 5-10 mutazioni in geni chiave, mutazioni che potremmo trasmettere ai nostri figli e che, nel caso più sfortunato, potrebbero provocare malattie come queste.

Uno screening prenatale così accurato e tutto sommato economico sarà molto utile alle coppie che decidessero di avere un figlio. Il controllo incrociato dei due genotipi potrebbe consentire agevolmente di calcolare il rischio che il bambino nasca con qualche grave patologia, che lo condannerebbe a una morte prematura o comunque gli impedirebbe di condurre una vita normale. Nel caso in cui il test rivelasse situazioni rischiose, i due genitori avrebbero diverse opzioni davanti a sé: potrebbero scegliere la strada dell’adozione, affidarsi alla fecondazione in vitro selezionando gli embrioni, oppure decidere di abortire nel caso in cui fosse diagnosticata la malattia nel feto durante la gravidanza.

Queste sono le possibilità che la scienza può offrire e che un giorno potranno davvero sconfiggere le malattie ereditarie di tipo recessivo, ma ovviamente si cammina su un campo minato, perché le questioni etiche che sorgono quando si parla di eugenetica e di aborti non vanno sottovalutate. Ad ogni modo, la maggior parte di noi vuole una sola cosa per i propri figli: che siano sani. E questo fortissimo, naturale desiderio potrebbe alla fine avere la meglio su princìpi religiosi e scrupoli morali.


Bell CJ, Dinwiddie DL, Miller NA, Hateley SL, Ganusova EE, Mudge J, Langley RJ, Zhang L, Lee CC, Schilkey FD, Sheth V, Woodward JE, Peckham HE, Schroth GP, Kim RW, & Kingsmore SF (2011). Carrier testing for severe childhood recessive diseases by next-generation sequencing. Science translational medicine, 3 (65) PMID: 21228398

Fonte: M. Colaiacovo – estropico.blogspot.net