Aziende di genomica in Italia – NGB Genetics (Bologna)

Continua il viaggio di myGenomiX alla scoperta delle aziende italiane che si occupano di genomica. Oggi parliamo di NGB Genetics, uno spin-off dell’Università di Ferrara che offre servizi basati sull’analisi del DNA nell’ambito della salute umana e animale, della conservazione ambientale e della tutela dei prodotti agroalimentari. Particolarmente interessante e di grande attualità è il campo della genomica personale, nel quale NGB Genetics opera attraverso la vendita di molti tipi diversi di test genetici. Abbiamo intervistato il dott. Flavio Garoia, responsabile dell’area Ricerca e Sviluppo.

Oltre a offrire test genetici di vario genere, collaborate anche con il mondo accademico nell’ambito della ricerca. Quali progetti avete portato avanti finora?
Come spin-off universitario siamo una realtà legata alla ricerca. Noi tutti veniamo da esperienze più o meno lunghe di ricerca in ambito universitario. In più la nostra attività principale è quella chiamata di “trasferimento tecnologico”, che consiste nel collaborare con gruppi di ricerca nazionali e internazionali e portare sul mercato le loro scoperte. Tutto quello che noi offriamo nell’ambito della genetica predittiva deriva da collaborazioni con gruppi di ricerca accademici, noi offriamo test di nutrigenetica, farmacogenetica e di suscettibilità a patologie complesse come quelle cardiovascolari, paradontali ed altro. Se è vero che all’interno di NGB abbiamo le competenze tecniche per l’implementazione dei test non possiamo anche avere tutte le competenze scientifiche in ambiti così disparati. Le collaborazioni con i gruppi di ricerca ci consentono di acquisire queste competenze e offrire test scientificamente all’avanguardia.

Come si può acquistare uno dei vostri test? E quanto costano?
I nostri servizi costano dai 70 euro circa per un test di intolleranza al lattosio ai 400 euro per un test cardiovascolare completo e sono offerti esclusivamente ai professionisti, non offriamo i test direttamente al pubblico. Abbiamo quindi una rete di collaboratori che effettuano i nostri test e a cui ci si può rivolgere. Questo perché noi pensiamo che l’intermediazione del medico/nutrizionista sia fondamentale per assicurare alla persona la giusta comprensione del test e dell’eventuale percorso preventivo da seguire. Non dimentichiamoci che il test genetico predittivo ha senso solo in un’ottica di prevenzione, non è la sfera di cristallo che ci può dire se e quando ci ammaleremo. I test predittivi identificano dei fattori di rischio a cui contrapporre delle azioni di tipo preventivo che modifichino il nostro stile di vita, la nostra alimentazione ed eventualmente suggeriscano una terapia farmacologica.

Avete in atto una collaborazione con Vitalybra nel settore della nutrigenetica. Qual è il vostro ruolo in questa partnership commerciale?
Con Vitalybra abbiamo una collaborazione di tipo tecnico, semplicemente abbiamo sviluppato i pannelli che loro propongono ed effettuiamo i test nei nostri laboratori.

La nutrigenetica è una grande opportunità per vivere meglio, ma non si è ancora affermata nell’ambito della nutrizione. Avete mai ricevuto critiche sull’efficacia di questi test? E se sì, cosa rispondete?
Le critiche in questo ambito, che abbiamo avuto anche noi, derivano spesso dalla errata conoscenza di quelli che sono i limiti e le possibilità che i test offrono. Penso che chiunque abbia conoscenza del campo non possa negare che la nostra costituzione genetica influenza il nostro modo di metabolizzare gli alimenti. Quello che possiamo dire è che le conoscenze sono ancora incomplete, però in certi ambiti ormai sappiamo bene che la compromissione di determinate vie metaboliche può essere individuata e bilanciata da precise scelte nutrizionali. Come sempre è fondamentale essere corretti nella comunicazione; solo attraverso un’opera paziente di educazione sarà possibile la diffusione e la corretta comprensione delle potenzialità offerte dalla nutrigenetica.

Più in generale, dalla vostra esperienza vi risulta che l’italiano medio abbia fiducia nei test genetici? Quale tra i vostri test va per la maggiore?
In generale notiamo un grande interesse per i test, specialmente nell’ambito della nutrigenetica, che spesso non è però accompagnata da una idea chiara di quello che è un test genetico predittivo. Questo è causato dalla comunicazione spesso scorretta dei mass-media e della stampa non specializzata. Purtroppo passa ancora l’idea che i test predittivi ci possano dire quando e se ci ammaleremo, senza far capire che la genetica è solo una componente che influenza la suscettibilità ad una malattia e che la componente ambientale gioca un ruolo altrettanto importante. So che rischio di essere ripetitivo ma devo insistere su questo concetto: un test predittivo non “predice” ma identifica dei fattori di rischio, per indicarci la strada da seguire per mantenere il più a lungo possibile lo stato di salute. Paradossalmente il test predittivo funziona quando non ci ammaliamo di una patologia a cui siamo predisposti. Questo perché grazie al test siano stati in grado di individuare un nostro “punto debole” ed effettuare i giusti correttivi.

Dopo gli ultimi eventi l’industria della genomica personale americana è al minimo storico di credibilità, e alcuni pensano che una maggiore trasparenza sarebbe auspicabile per risollevare le sorti di questo settore. Il vostro sito ha molte informazioni, ma non ho trovato gli specifici SNPs analizzati nei vostri test. C’è un motivo per cui avete scelto di non pubblicare online le varianti testate?
Non abbiamo nessun problema a indicare gli SNPs che analizziamo nei diversi test, non sono indicati nel sito ma inviamo tutte le informazioni riguardanti gli SNPs e i criteri statistici di interpretazione a chi ne fa richiesta. E aggiungo che sarei favorevole all’istituzione di una commissione indipendente che giudichi la effettiva validità di un test prima della sua commercializzazione, come avviene per esempio in Inghilterra. Questo garantirebbe la massima trasparenza a tutto vantaggio del settore. Chi lavora seriamente ne avrebbe solo da guadagnare.

Il servizio di consulenza genetica che avete creato dimostra una grande attenzione verso l’aspetto etico e psicologico dei test. Chi sono i vostri consulenti e quale formazione hanno?
Noi offriamo un servizio gratuito di consulenza genetica effettuato da una specialista in genetica medica. Le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità lo prevedono e noi pensiamo che sia fondamentale per una corretta comprensione del test.

Finora avete offerto i vostri servizi con l’intermediazione di un medico o di un nutrizionista. Che opinione avete del test genetico direct-to-consumer, come quelli della 23andMe? Pensate di muovervi in questa direzione in futuro?
Come ho detto precedentemente noi pensiamo che la figura del medico/specialista sia fondamentale per una corretta interpretazione del percorso preventivo. Inoltre la mentalità americana è molto diversa da quella europea; da noi il “fai da te” della salute non riscuote un successo così grande come negli US, e il medico è ancora una figura di riferimento quando si parla di salute. Piuttosto è la mentalità del medico che deve evolvere, si parla molto di prevenzione nella classe medica ma purtroppo a tante parole spesso non seguono i fatti. Questo perché l’approccio tradizionale della nostra medicina è quello terapeutico e non preventivo.

Cosa pensate della comunicazione scientifica che si fa in Italia in merito a questi argomenti? Come pensate si potrebbe migliorare la situazione e avvicinare la gente alla genetica personale?
Premesso che questi argomenti sono complessi e quindi non semplici da comunicare, penso che la comunicazione debba passare dai medici e dai professionisti, che devono essere educati all’utilizzo di questi test. Oggi, grazie anche al sistema degli ECM ci sono molte più possibilità di aggiornamento su questi temi. Una volta che avremo una classe medica informata avremo modo di diffondere nella maniera migliore l’idea di genetica personale.

Ringraziando il dott. Garoia, colgo l’occasione per ricordare che il mio blog è sempre aperto ad accogliere nuovi interventi da parte di aziende italiane che operano nel settore della genomica: scrivetemi! Se deciderete di acquistare servizi offerti da NGB Genetics ricordatevi di citare myGenomiX: sarà uno stimolo per continuare a curare questo blog con sempre maggiore impegno e dedizione.

Aziende di genomica in Italia – KOS Genetic (Milano)

L’iniziativa era stata lanciata dal mio blog alcuni giorni fa: myGenomiX sarebbe andato a caccia delle aziende italiane che si occupano in un modo o nell’altro di genomica. Oggi inauguro ufficialmente questa rubrica e lo faccio partendo da una start-up milanese, la KOS Genetic. Questa azienda giovanissima (è nata a fine 2008) offre servizi di analisi genomiche e post-genomiche sia nel campo umano che in quelli animale e vegetale. I laboratori di KOS Genetic sono ubicati in viale Ortles a Milano presso l’incubatore Filarete, una Fondazione a cui partecipano Università di Milano, Fondazione Cariplo, Intesa San Paolo e Camera di Commercio di Milano. Filarete, nata per promuovere la crescita di aziende che operano nel settore delle scienze della vita, ospita nove piattaforme tecnologiche tra cui quella di Genomica e Bioinformatica dove operano una trentina di persone. Alcuni dei gruppi presenti afferiscono all’Università di Milano (Prof. Cusi, Macciardi e Bagnato), altri lavorano per KOS Genetic; tutte queste persone condividono le stesse apparecchiature, gli stessi processi e le stesse infrastrutture informatiche e costituiscono un gruppo di lavoro unito e omogeneo, pur nella netta separazione dei piani di lavoro e delle rendicontazioni. Per myGenomiX parla Leopoldo Frati, ingegnere che dopo una lunghissima esperienza come manager nel ramo Healthcare di IBM, è oggi presidente di KOS Genetic.

Di quali progetti di ricerca vi siete occupati? Con quali gruppi avete collaborato?
I principali progetti di ricerca in cui abbiamo collaborato sono quelli finanziati dalla Comunità Europea, cui abbiamo collaborato tramite la Piattaforma Genomica e Bioinformatica. I principali progetti sono Hypergenes, Pocemon, Quantomics e Athena. Un altro filone per noi molto importante, che però non è di ricerca, sono i servizi di genotyping per i bovini, per aiutare le associazioni di allevatori a selezionare i migliori capi per la riproduzione. Ad esempio, le associazioni degli allevatori austriaci si appoggiano al nostro centro e siamo stati uno dei partner di Illumina nello sviluppo del nuovo Bovine High Density Beadchip che consente di testare la presenza di circa 50.000 SNP, alcuni dei quali influenzano ad esempio la produzione di latte o la qualità delle carni.

Una delle aree di maggiore interesse per la vostra attività di ricerca è la comprensione delle basi genetiche di malattie complesse. Pensate che allo stato attuale delle nostre conoscenze sia prematuro fare predizioni sulla predisposizione per l’insorgenza di una patologia, come già stanno facendo negli USA alcune aziende di personal genomics?
Pensiamo che anche in Italia siano maturi i tempi per offrire servizi del genere e stiamo pensando se entrare in questo mercato, o direttamente o tramite alleanze. Noi non siamo ancora pronti in tal senso: i nostri processi sono orientati a grandi quantitativi di campioni da esaminare nell’ambito di un progetto o di una commessa. Invece le aziende di personal genomics fanno tanti esami su singoli campioni di clienti: è una modalità diversa di lavoro che richiede una diversa organizzazione del lavoro. Questo è il motivo per cui dovremo pensare a delle alleanze, se decideremo di entrare nel mercato per i consumatori finali.

I costi per il sequenziamento del DNA stanno diminuendo rapidamente e sempre più laboratori potranno permettersi in futuro di avere un sequenziatore di nuova generazione. Pensate che questo potrebbe avere effetti negativi per le società di service come la vostra?
Il tema della tecnologia, in continua e rapida evoluzione, è molto importante per società di service come la nostra, pone in continuazione delle sfide e può avere effetti negativi anche per la nostra sopravvivenza. Quello da lei citato è un esempio molto importante, così come la rapida obsolescenza del nostro parco macchine. Per quanto riguarda tale punto, la nostra sfida è quella di alzare il livello qualitativo dei nostri servizi, sia a livello di wet lab che di dry lab, in modo tale da giustificare sempre e comunque la nostra utilità sul mercato in quanto offriamo servizi che i centri non specializzati o non sanno fare o sanno fare a costi decisamente superiori ai nostri.

Così come i costi, anche la tecnologia stessa del DNA sequencing è in continua evoluzione. Ogni quanto aggiornate il vostro parco macchine?
Siamo una società abbastanza giovane, creata a fine 2008 e pertanto le nostre macchine sono up to date. Abbiamo macchine Illumina: iScan per il genotyping e Genome Analyzer GIIx per il sequencing. Rimane comunque il fatto che il tema della continua evoluzione tecnologica delle apparecchiature costituisce una sfida perché obbliga le società come la nostra a fare ogni 3-4 anni dei grossi investimenti in tecnologie che possono rivelarsi anche perdenti.

Nella vostra azienda vi occupate di algoritmi in grado di riconoscere quali pazienti risponderanno meglio a un certo trattamento farmacologico. A quali categorie di farmaci avete dedicato maggiore attenzione finora? E che livello di accuratezza riuscite a raggiungere con le vostre predizioni?
Finora ci siamo occupati di ipertensione, malattie autoimmuni come sclerosi multipla e artrite reumatoide, e patologie neurologiche come schizofrenia e Alzheimer. Nel campo dell’ipertensione siamo forse i leader a livello mondiale, con migliaia di fenotipi raccolti. Immagino che prima o poi potremo valutare se uscire con dei biomarcatori in quest’area.

Nel vostro team lavorano numerosi statistici e bioinformatici. Quanto sono importanti la statistica e l’informatica nella genetica di oggi?
Giocano un ruolo fondamentale.

In questi giorni siete all’Expo di Shanghai nell’ambito dell’iniziativa Italian Valley. Siete una delle poche aziende di genomica italiane presenti alla manifestazione: credete che l’Italia abbia delle reali possibilità in questo campo dominato dalle aziende americane? Cosa possono offrire gli innovatori italiani che i competitori stranieri non hanno?
L’Italia ha difficoltà nel competere con paesi che, come USA o Singapore o Cina, fanno grandi investimenti nel settore delle biotecnologie e quindi hanno la capacità di creare masse critiche ed attrarre i migliori cervelli. Questo però non impedisce all’Italia di avere punte di eccellenza ed aziende profittevoli anche nel settore delle biotecnologie così come negli altri settori. E’ comunque importante che le aziende italiane, nel loro piccolo, facciano massa critica e collaborino.

Ringraziando l’ing. Frati, colgo l’occasione per ricordare che il mio blog è sempre aperto ad accogliere nuovi interventi da parte di aziende italiane che operano nel settore della genomica: scrivetemi! Se siete interessati ai servizi offerti da KOS Genetic ricordate di citare myGenomiX quando li contatterete: sarà uno stimolo per continuare a curare questo blog con sempre maggiore impegno e dedizione.

myGenomiX alla ricerca delle aziende di genomica italiane

Nel mio blog parlo spesso di aziende americane (23andMe, Pathway Genomics, Illumina..) ed è anche comprensibile, dal momento che gli Stati Uniti sono il Paese che più di ogni altro al mondo sta puntando sulla genomica e sulle opportunità che essa può offrire da un punto di vista clinico e commerciale. Tuttavia, diciamoci la verità: non sarebbe bello scoprire che anche qui in Italia si sta muovendo qualcosa in questo senso? Ovviamente non saremo mai al livello degli americani, ma sono sicuro che esistano piccole aziende, sparse sul nostro territorio, che a modo loro stanno dando un contributo allo sviluppo della genomica.

Per questa ragione ho deciso di dare il via a una nuova iniziativa, con la quale vorrei intraprendere un viaggio tra le realtà imprenditoriali italiane che si stanno occupando in un modo o nell’altro di genomica, intervistandone i protagonisti che coraggiosamente e con lungimiranza si sono lanciati in questo nuovissimo settore. L’idea sarebbe quella di contattare le aziende o i laboratori che vendono prodotti o servizi nell’ambito della genomica in tutte le sue possibili applicazioni: da chi offre servizi di sequenziamento e genotipizzazione a chi vende software per l’analisi dati, passando per i laboratori che fanno test genetici.

E’ un progetto sicuramente ambizioso per un blog poco conosciuto come il mio, ma sono quasi altrettanto sicuro di essere l’unico blogger italiano che tratta questi argomenti in modo specifico e dettagliato: un’iniziativa come questa porterà probabilmente più visite a myGenomix, ma allo stesso tempo farà pubblicità alle aziende che intervisterò. Io mi sono già messo alla ricerca delle piccole imprese italiane che si stanno dando da fare in questo campo, ma invito le stesse aziende interessate che capitino su questa pagina a contattarmi via mail. Ovviamente, accetto volentieri anche le segnalazioni da parte dei lettori!