Parte Food4Me, il progetto europeo per verificare l’utilità della nutrizione personalizzata

Si chiama Food4Me ed è un progetto finanziato dall’Unione Europea che raccoglierà esperti di tutto il mondo per studiare i limiti e le opportunità offerti dalla nutrigenetica e dalla nutrigenomica. A coordinare il progetto, che avrà una durata di 4 anni, sarà il professor Mike Gibney dell’Università di Dublino.

“Per molti anni abbiamo dato indicazioni nutrizionali generiche alle persone. – ha detto il prof. Gibney – Il concetto di nutrizione personalizzata è nato con l’idea che grazie alla genomica avremmo potuto dare consigli personalizzati, differenti a seconda del DNA di ogni individuo.” Benché diversi studi abbiano dimostrato che in alcuni casi particolari la nutrigenetica potesse essere realmente efficace, manca ancora la prova definitiva. Questo progetto internazionale cercherà di darla, grazie soprattutto a un grande studio interventistico che punterà a valutare l’efficacia della personalizzazione nelle scelte alimentari degli individui. Lo studio offrirà ai partecipanti diverse tipologie di indicazioni nutrizionali: generiche, personalizzate sulle caratteristiche fisiche dei soggetti o sulle loro caratteristiche genetiche.

Food-Omics 2011 a Cesena

Tre giorni per parlare di scienza, alimentazione, salute e benessere. E’ il Food-Omics, un evento nato nel 2009 che anche quest’anno si svolgerà a Cesena, presso l’Aula Magna del Polo Scientifico dell’Università di Bologna in Piazzale Aldo Moro 90. Si terrà dal 22 al 24 Giugno, e potrà vantare moltissimi speaker internazionali.

Mercoledì 22 si parlerà di qualità del cibo e biodiversità, con interventi di ospiti stranieri provenienti da Spagna, Norvegia, Regno Unito e Danimarca. La mattina di Giovedì 23 sarà dedicata a nutrigenetica e nutrigenomica, con presentazioni che riguarderanno l’interazione di micro e macronutrienti con il nostro genoma. Nel pomeriggio spazio al cibo per il benessere, sezione in cui si discuterà di cibi utili per rallentare l’invecchiamento e prevenire le malattie: in questa occasione interverrà anche il dottor Keith Grimaldi che parlerà dell’utilità dei test genetici per l’alimentazione. Infine, Venerdì 24 il tema saranno le biotecnologie e il processamento industriale del cibo: anche qui ospiti di alto livello provenienti dal Nord Europa e dalla Svizzera.

Per partecipare la scadenza ultima è il 15 Giugno, perciò affrettatevi. Trovate tutte le informazioni sul congresso a questo indirizzo internet.

GenoMIX #13 – Maggio 2011

Tra le notizie di questo mese, quella per me più importante non è propriamente una notizia, ma piuttosto una ricorrenza. Il 3 Maggio myGenomiX ha infatti festeggiato il suo primo anno di vita. Non avevo mai scritto di scienza prima di questo blog, e devo dire che l’esperienza è stata molto positiva, andando al di là di ogni mia aspettativa. Naturalmente, non ce l’avrei mai fatta da solo: moltissime persone mi hanno aiutato, incoraggiandomi e motivandomi. Trovate tutti i miei ringraziamenti a questo link.

Sempre restando in tema di blog, come ogni mese si è svolta un’edizione del Carnevale della Chimica. Questa volta si parlava di “chimica in cucina”, e poiché il gene della buona cucina non è stato ancora scoperto, ho deciso di partecipare con alcuni articoli di nutrigenetica e nutrigenomica. Ovviamente, vi invito a leggere tutti i contributi inviati da decine e decine di blogger per questo carnevale, che come sempre coinvolge gli autori più brillanti della blogosfera italiana: li trovate tutti sul blog Questione della decisione.

Uno studio pubblicato sul Journal of Human Genetics ha identificato un gene che sembrerebbe determinare in parte il nostro livello di soddisfazione generale verso la vita, una sorta di “gene della felicità”. Il gene suddetto non è nuovo a chi studia la genetica del comportamento: si tratta del recettore per la serotonina (5-HTT), già in precedenza associato ai sintomi depressivi. C’è poi l’interessante scoperta a cui ha partecipato l’italiano Paolo Innocenti, pubblicata sulla rivista Science: secondo la ricerca, condotta sui moscerini della frutta, i geni mitocondriali sarebbero in grado di influire pesantemente sull’espressione dei geni nucleari maschili, a differenza di quelli femminili che invece non ne sarebbero minimamente influenzati. E’ la cosiddetta “maledizione della madre”, conseguenza del fatto che i mitocondri sono ereditati solo per via materna, e si evolvono quindi in modo asimmetrico. Infine – e questa è stata la notizia bomba del mese – sempre Science ha pubblicato uno studio che suggerirebbe la presenza di un’abbondante attività di editing dell’RNA messaggero nelle nostre cellule: se venisse confermata, saremmo di fronte a un nuovo meccanismo di regolazione tutto da scoprire. Per il momento, il lavoro è stato accolto con molto scetticismo e diversi dubbi sulla metodologia utilizzata.

Infine, segnalo a chi non l’avesse ancora letta l’intervista che ho fatto al dott. Filippo Ongaro, medico degli astronauti ed esperto di invecchiamento. Il dott. Ongaro ha presentato il suo ultimo libro sulla nutrigenomica, e ha risposto molto gentilmente alle mie domande sui test genetici, sull’evoluzione della figura del medico e sulla validità di un test genetico per la misurazione dei telomeri, annunciato dall’azienda spagnola Life Length.