Il governo americano cambia idea: i geni non sono brevettabili

I geni umani, così come quelli di qualunque altra specie, non possono essere oggetto di brevetti, perché fanno parte della natura vivente e non sono invenzioni dell’uomo. Così si è pronunciato venerdì il Dipartimento di Giustizia americano, chiamato a esprimere un parere in relazione alla causa che vede contrapposte l’azienda biotech Myriad Genetics e due associazioni americane. La lite riguarda in particolare due geni legati al tumore al seno e alle ovaie (BRCA1 e BRCA2), per i quali la Myriad deteneva numerosi brevetti, in particolare sui metodi utilizzati per testare la presenza di mutazioni che possano predisporre ai due tipi di cancro.

La vicenda era iniziata a Marzo, quando il giudice Robert Sweet dichiarò che i brevetti della Myriad Genetics non erano validi, riaprendo una questione che sembrava ormai chiusa: da tempo, infatti, l’Ufficio Brevetti americano concede brevetti su geni alle aziende biotecnologiche che ne fanno richiesta, e oggi gran parte del genoma umano risulta coperto da proprietà intellettuale. La sentenza di Marzo, contestata ovviamente dalla Myriad, ha riacceso il dibattito, e questo nuovo sviluppo non fa che confermare il cambio di rotta da parte degli USA nei confronti della brevettabilità dei geni umani, anche se non è dato sapere se questa nuova linea di tendenza sarà accolta e concretizzata dall’Ufficio Brevetti.

Il Governo americano ha dichiarato che la struttura chimica dei geni umani è un prodotto della natura, e non fa differenza se questi siano stati isolati in laboratorio o se siano ancora all’interno del corpo umano. Vengono quindi messi a tacere i sostenitori della brevettabilità, i quali ritengono che, una volta isolati dal contesto genomico, i geni diventano composti chimici differenti, che possono quindi essere coperti da proprietà intellettuale.

Alcuni esperti sostengono che questo non danneggerà eccessivamente l’industria biotecnologica, perché le nuove restrizioni non si applicano alle manipolazioni del DNA, come gli organismi geneticamente modificati e la terapia genica. Certo non saranno felici i dirigenti della Myriad Genetics, che dopo aver perso i brevetti ed essere stati attaccati dai sostenitori della genetica open source, ora hanno ben poche speranze di riuscire a proteggere e far fruttare il proprio test diagnostico da 3mila dollari, realizzato e messo sul mercato proprio grazie a quei brevetti.

Fonte: New York Times

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Image credit: Ars Technica

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Steven Salzberg, il paladino della genetica open source

Nel 2005, uno studio rivelò che 4382 geni umani (circa il 20% del totale) erano coperti da brevetti. Se un medico avesse voluto eseguire un esame diagnostico per cercare mutazioni dannose in uno specifico gene, avrebbe dovuto acquistare l’apposita licenza dall’azienda che deteneva i diritti. Una pratica discutibile, dal momento che il nostro genoma appartiene per definizione alla specie umana nel suo complesso. Sembra però che le cose stiano cambiando.

Lo sa bene la Myriad Genetics che nel Marzo di quest’anno si è vista annullare da una corte federale americana sette dei suoi brevetti su due geni (BRCA1 e BRCA2) associati al cancro al seno e alle ovaie. L’azienda di Salt Lake City non è rimasta a guardare: detiene ancora altri 16 brevetti relativi relativi a questi due geni, e sta facendo ricorso contro la prima sentenza.

Per la Myriad, però, i problemi non sono ancora finiti, anzi, forse sono appena iniziati. Pochi giorni fa, il professor Steven Salzberg dell’Università del Maryland ha infatti messo in rete un software open source che entrerebbe in diretta competizione con il test commerciale sviluppato dall’azienda. Il programma, presentato sulla rivista Genome Biology e scaricabile liberamente da internet, è stato scritto in Perl ed è in grado di riconoscere 68 mutazioni dannose nei geni BRCA1 e BRCA2 in poche ore di calcolo. L’unico dato richiesto in ingresso sono le sequenze grezze generate dal sequenziamento di un genoma umano, senza che sia neppure necessario assemblarle. Oggi sequenziare un genoma costa poco meno di 20mila dollari, ma il prezzo è destinato a scendere rapidamente e presto sarà alla portata di tutti: sicuramente arriveremo a un punto in cui sarà più conveniente sequenziare completamente il nostro genoma per analizzarlo col software di Salzberg, che non pagare i 3000 dollari richiesti dalla Myriad Genetics per testare soltanto i geni BRCA.

Il software di Salzberg è veloce e soprattutto estremamente flessibile. Qualsiasi programmatore potrebbe integrare nel codice altri geni oltre ai due attualmente implementati, e utilizzarlo quindi per testare moltissime mutazioni diverse associate a più patologie. Nell’articolo si legge che l’algoritmo, messo alla prova su tre genomi appartenenti a un Africano, un Asiatico e una donna di etnia Caucasica, ha eseguito gli allineamenti necessari in un massimo di 8 ore, utilizzando un unico processore da 2.4 GHz, ed è stata individuata una sola mutazione, in eterozigosi, sulla donna Caucasica. Si trattava semplicemente di una prova, che però dimostra la fattibilità delle analisi genetiche fai-da-te. Il professor Salzberg ha dichiarato a Nature che nel giro di 10 anni ognuno avrà il proprio genoma memorizzato su una chiavetta USB, e quando questo accadrà esisteranno dei software open source che consentiranno di analizzare il DNA alla ricerca di centinaia di mutazioni diverse. L’analisi potrà essere eseguita sul computer di casa, e ripetuta ogni volta che verrà fatta una nuova scoperta scientifica. Con buona pace della Myriad Genetics e dei suoi brevetti.

Salzberg SL et al. “Do-it-yourself genetic testing” Genome Biology 2010, 11:404