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Quando il DNA incontra Facebook

08 lug

Ho appena finito di leggere un ottimo libro, si intitola Il DNA incontra Facebook e lo consiglio vivamente a tutti i lettori del mio blog. Lo consiglio per diversi motivi. Il primo motivo – banale – è che si parla di genomica personalizzata, e di tanti altri argomenti collegati che tratto abitualmente qui, sulle pagine di myGenomix. Tra l’altro, questo libro è anche il primo in lingua italiana che descrive il mondo della genomica di consumo e la sua dimensione “social”, sempre più in voga negli Stati Uniti. Un altro ottimo motivo per acquistare il libro è rappresentato dal nome del suo autore, Sergio Pistoi. Un dottorato di ricerca a Parigi e un’esperienza giornalistica nella redazione di Scientific American fanno di Sergio Pistoi un raro esempio di giornalista con “le mani in pasta”: in altre parole, è uno che le cose le sa, e le sa anche spiegare. Ne è uscito quindi un testo accurato e approfondito, ma anche molto scorrevole e godibile (basti pensare che l’ho letto in un paio di giorni!). Lo stile è divulgativo, chiaro, e l’abbondante uso di metafore permette anche ai non addetti ai lavori di comprendere perfettamente persino gli aspetti più tecnici.

“Il DNA incontra Facebook” è un viaggio nel mondo della consumer genomics, con le sue opportunità e i suoi rischi. Il viaggio inizia con l’esperienza personale dell’autore, che decide di acquistare un test genomico di 23andMe (proprio come ho fatto io, insieme ad altri clienti italiani). Per lui, la scoperta dei segreti custoditi nel suo stesso genoma è in realtà soltanto il primo passo di un lungo percorso che lo condurrà a indagare un mondo ancora poco esplorato, almeno per il pubblico italiano: il mondo della genomica predittiva, della farmacogenomica, della genealogia basata sul DNA. L’accento si sposta rapidamente sulla dimensione sociale che ha assunto la genomica in questi anni, con le comunità di appassionati che scelgono di condividere online le proprie informazioni genetiche, proprio come facciamo quando pubblichiamo una foto su Facebook.

Nel libro si parla della capacità (reale o presunta) di prevedere le malattie di cui ci ammaleremo partendo dall’analisi del nostro genoma, ma non ci si ferma lì. Usando come traccia i risultati di 23andMe, l’autore esplora i territori poco conosciuti del social networking genomico, in cui migliaia di persone decidono di incontrarsi virtualmente perché hanno scoperto di essere lontani parenti, oppure perché condividono una particolare variazione genetica. Da lì si parte alla scoperta della genealogia genomica e della genografia 2.0, della recreational genomics e della genomica fai-da-te, si trattano argomenti spinosi come la questione della privacy e della discriminazione genetica, per concludere poi con le entusiasmanti prospettive future: le interazioni geni-ambiente, il microbioma, la terapia genica. In questo libro c’è veramente tutto quello che serve per capire un po’ meglio la scienza che sta rivoluzionando la medicina moderna, e più in generale la nostra società. L’autore, tra l’altro, è molto bravo perché non esprime mai giudizi affrettati o superficiali. E’ un attento osservatore e fa le sue riflessioni che per altro condivido, ma non si azzarda a condannare questo o quel comportamento: siamo liberi di farci analizzare il DNA da un’azienda privata, e – se lo vogliamo – di pubblicare su internet questa informazione tanto personale. Ci sono vantaggi e svantaggi, rischi e opportunità, e “Il DNA incontra Facebook” può essere d’aiuto per chiarirsi le idee. Buona lettura!

PS: il sito Molecularlab mette in palio cinque copie del libro. Se siete interessati affrettatevi a partecipare, avete tempo fino al 16 luglio!

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7 risposte a “Quando il DNA incontra Facebook

  1. Maurizio Mamoli

    19 luglio 2012 at 18:17

    Grazie della segnalazione, perchè la materia mi incuriosisce, ma finisco sempre per scontrarmi con pubblicazioni troppo impegnative per un’umanista. Ben vengano cose più abbordabili per i semplici curiosi.

    Al riguardo segnalo un’iniziativa intressante: una rivista on line che aiuta ad avvicinarsi ai temi scientifici più complessi. Si chiama “Scienza 2.0 per una Vita Migliore” . E’ sostenuta dal Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano e da Bayer, ma cosa ancora più bella è che si scarica GRATIS (dall’APP Store di Apple).

    Ho trovato un articolo che mi ha chiarito alcune cose essenziali in materia, e mi ha anche fatto capire come gli studi basati sul genoma e i biomarker stiano ampliando la gamma degli strumenti diagnostici; e come la medicina molecolare stia sviluppando nuovi principi attivi, che ampliano la possibilità di fornire ai pazienti oncologici il trattamento più mirato possibile. Credo che quel numero sia ancora in linea.

     
    • emmecola

      19 luglio 2012 at 18:37

      Grazie a te Maurizio per la segnalazione!! Il libro che ho segnalato secondo me è adatto anche a chi non ha una formazione scientifica, te lo consiglio perché offre una panoramica molto ampia e super partes sull’argomento!

       
  2. Mauro Mandrioli

    3 gennaio 2013 at 22:47

    Alla fine l’ho letto tutto e fatto salvo alcuni scivoloni sulle parti di evoluzione, devo dire che è stata una lettura piacevole che presenta una analisi seria e non faziosa su cosa possa essere oggi la genomica personale/individuale. Ho letto anche “1.000 $ genome” e devo dire che mi è piacuto di più (anche se in alcune parti sono molto simili) però il libro di Pistoi è una buona lettura.

     
    • emmecola

      4 gennaio 2013 at 11:31

      Grazie Mauro per il tuo commento: la recensione di un prof vale sicuramente di più! :-) Quanto al confronto tra i due libri, credo abbiano un target diverso.. Il DNA incontra Facebook è un po’ più divulgativo, se non altro perché destinato a un pubblico come quello italiano per cui questi argomenti sono meno noti! Ottimi libri entrambi, comunque.

       
  3. Mauro Mandrioli

    5 gennaio 2013 at 23:33

    La cosa che mi è piaciuta molto del libro di Davies è che da molto spazio alla voce diretta dei protagonisti e gli scienziati non solo nomi, sono simpatici, sclerotici, appassionati, cinici… Insomma persone e non solo nomi. Su questo insisto molto perché spesso per i lettori gli scienziati sono essere asessuati di cui segnare il solo cognome :-)

     
  4. luisa

    18 aprile 2013 at 00:45

    Grazie di cio ` che fate

     

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